Omicidio Scopelliti, il cognato "incastrato" dalle telecamere poste a presidio dell'abitazione

La raffica di perquisizione effettuate, nelle ore immediatamente successive al delitto del 45enne Ignazio Scopelliti, hanno permesso di ritrovare il “dvr” – che, da investigatori e inquirenti, viene ritenuto la “prova regina” - nel sottotetto della mansarda dell’abitazione di Raimondo Burgio

Incastrato dalle stesse telecamere che erano state posizionate a presidio dell’abitazione familiare. Perché l’impianto di video sorveglianza avrebbe ripreso, per filo e per segno, l’intera scena dell’omicidio.

Ammazzato con 7 colpi di pistola, l'anziano genitore ha tentato di coprire il figlio: "L'ho ucciso io"

I carabinieri hanno faticato non poco a ritrovare il filmato. Ma la raffica di perquisizione effettuate, nelle ore immediatamente successive al delitto del quarantacinquenne Ignazio Scopelliti, sono servite. Perché il “dvr” – che, da investigatori e inquirenti, viene ritenuto la “prova regina” - è stato ritrovato nel sottotetto della mansarda dell’abitazione di Raimondo Burgio: il cognato trentacinquenne della vittima che, venerdì sera dopo 9 ore di interrogatorio, è stato sottoposto, con l’accusa di omicidio, a fermo di indiziato di delitto.

Trentacinquenne sottoposto a fermo di indiziato di delitto 

A firmare il provvedimento è stato il Pm Emiliana Busto. L’interrogatorio dell’indagato – che ha nominato quale suo difensore l’avvocato Santo Sabella - è stato fissato, al carcere “Di Lorenzo” di Agrigento, davanti al giudice Stefano Zammuto, per domani alle 9.

Raffica di perquisizioni dei carabinieri 

I carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro, quelli del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Licata e quelli del nucleo Investigativo del reparto Operativo del comando provinciale di Agrigento - tutti coordinati dal sostituto procuratore Emiliana Busto - sono riusciti, immediatamente, ad inquadrare i contorni del delitto e a stringere il cerchio. La “chiave di volta” è stato poi il filmato. Una volta ritrovato, dai militari dell’Arma, non è stato semplice visionarlo perché era coperto da password. I carabinieri del nucleo Investigativo ci hanno lavorato un po’, ma alla fine sono riusciti a visionarlo.

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Ammazzato a colpi di pistola in pieno centro, muore un 45enne 

Il bracciante agricolo disoccupato, Ignazio Scopelliti, è stato raggiunto, mentre era per strada, praticamente sotto casa dei suoceri, da 7 colpi di pistola calibro 9. Proiettili che lo avrebbero centrato al petto, ad una gamba, alle spalle e alla testa. La pistola, legalmente detenuta, è stata inviata al Ris di Messina e, adesso carabinieri e Procura, sono in attesa degli esiti dei rilievi balistici. 

IL VIDEO. Il cerchio si stringe: alcune posizioni al vaglio del Pm 

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