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Giovedì, 30 Maggio 2024
Cronaca Cattolica Eraclea

Omicidio Miceli, c’è la svolta: operaio incastrato dall’orma di una scarpa

L’uomo ritenuto responsabile del brutale delitto è Gaetano Sciortino che avrebbe pedinato la vittima, per ore con una Fiat Punto di colore nero, prima di commettere l'agguato

È stato "incastrato" dall’orma di una scarpa l’uomo ritenuto responsabile del brutale omicidio di Giuseppe Miceli, l'artigiano di 67 anni, massacrato con vari oggetti contundenti il 6 dicembre 2015, nel suo laboratorio, a Cattolica Eraclea.

VIDEO - Una Fiat Punto nera pedinava la vittima

I carabinieri del comando provinciale di Agrigento hanno arrestato Gaetano Sciortino, operaio 53enne di Cattolica Eraclea, con l’accusa di omicidio. Secondo le indagini, l’uomo avrebbe pedinato la vittima per circa tre ore, prima di compiere il delitto. Attraverso l’analisi dei filmati estratti dalle telecamere di sorveglianza e grazie anche all’ascolto di numerose persone vicine alla vittima, le indagini dei carabinieri - condotte dai militari della stazione di Cattolica Eraclea, da quelli del Norm e del reparto operativo di Agrigento - si sono concentrate su una Fiat Punto di colore nero, che è stata vista pedinare, sostando negli angoli delle strade da dove era possibile osservare i movimenti di Miceli. Le verifiche sulla targa dell’auto ed altri accertamenti, hanno consentito di scoprire che alla guida ci sarebbe stato Gaetano Sciortino, compaesano della vittima.

Indagini in corso, sequestrata un'auto

Successivamente, - secondo quanto ricostruito dai carabinieri - si è scoperto che alcuni familiari di Sciortino avrebbero distrutto e disperso in aperta campagna alcuni strumenti di lavoro (punte di trapano), risultati essere poi di proprietà di Miceli. Un episodio che ha attirato ancora di più l'attenzione dei carabinieri che dunque hanno concentrato le investigazioni.

Fissato l'interrogatorio di garanzia, lunedì pomeriggio davanti al gip

Secondo le indagini, si è appurato che il presunto autore del delitto si sarebbe recato in una ben precisa area rurale di Cattolica Eraclea, dove successivamente i carabinieri erano riusciti a recuperare una scarpa della stessa taglia di quelle usate dalla vittima, la cui impronta è risultata combaciare perfettamente con una impronta di scarpa repertata dai carabinieri del Ris sulla scena del crimine.

Il colonnello Micucci: "Movente da accertare"

Gli indizi raccolti dai carabinieri durante le indagini, hanno portato, dunque, ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere - firmata dal Gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto, su richiesta del Pm Silvia Baldi - eseguita alle prime luci dell’alba dai militari, che hanno condotto Sciortino in carcere. 

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