L'omicidio di Furci Siculo, l'assassino di Lorena ai carabinieri: "Non so perché l'ho fatto"

Pare che, per tutto il tempo dell'interrogatorio, l'infermiere sia stato in forte stato confusionale. Il rettore dell'università di Messina ha manifestato la volontà di procedere al conferimento della laurea alla 27enne di Favara, ma dovrà essere deliberata dai responsabili del corso e da quelli del dipartimento 

Antonio De Pace e Lorena Quaranta

"Nessuna pietà”, “Verme bastardo”, “Stop alla violenza sulle donne”. C’è rabbia e disperazione per l'omicidio di Lorena Quaranta, la ventisettenne originaria di Favara che si sarebbe laureata a luglio in Medicina all'università di Messina, uccisa dal fidanzato: Antonio De Pace di Vibo Valentia, suo collega di università. L'uomo avrebbe pure confessato di averla strangolata e avrebbe tentato il suicidio.

ll giovane è stato interrogato per tutto il pomeriggio di ieri al comando dei carabinieri di Santa Teresa di Riva. Pare che, per tutto il tempo, sia stato in forte stato confusionale e pare - poche le conferme in questa delicatissima fase investigativa - che, durante l'interrogatorio, non abbia saputo dare nessuna spiegazione al tragico gesto. Avrebbe provato a spiegare la dinamica, ma solo l'autopsia potrà stabilire con certezza se si è trattato di strangolamento o soffocamento. Domani il gip dovrebbe convalidare il fermo.

Orrore nel Messinese, strangolata e uccisa una studentessa di Favara  

La tragedia appare inspiegabile a chi li conosceva. La Procura di Messina anche oggi sta procedendo all'audizione di familiari e amici della vittima. Pare che la storia d'amore fra i due ragazzi fosse nata tre anni fa e sembra che la coppia vivesse insieme in quella casa di Furci Siculo dal mese di agosto. 

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Intanto, questa mattina, il rettore dell'università di Messina ha manifestato all'avvocato della famiglia Quaranta di voler procedere al conferimento della laurea a Lorena Quaranta. Il legale lo avrebbe già riferito ai genitori della ragazza. Dovranno però, naturalmente, deliberare i responsabili del corso di laurea e quelli del dipartimento. “Apprendo da notizie di stampa, non diffuse da questo Ateneo, della possibilità di attribuire alla povera Lorena la laurea alla memoria. Chi mi conosce sa che, anche in situazione altrettanto tragiche già vissute abbiamo sempre evitato di informare la stampa” - ha scritto il rettore dell’università di Messina, Salvatore Cuzzocre che nel ribadire la sua vicinanza alla famiglia di Lorena Quaranta precisa: ”Con gli amici e i colleghi della nostra studentessa abbiamo parlato della possibilità di conferire la laurea in Medicina a Lorena e mi sono adoperato con gli uffici per istruire il percorso per arrivare all’approvazione della decisione da parte del Senato Accademico nei prossimi giorni. Ma in questo momento di grandissimo dolore per la famiglia non pensavo fosse utile parlarne con i media. Come abbiamo già fatto in passato mi riservo di discutere con la famiglia di Lorena modi e tempi, in altri momenti meno convulsi anche se sempre di grande dolore. Tutta la comunità accademica – ha concluso il rettore – in silenzio e con grande commozione sta piangendo una nostra brava studentessa che ricorderemo come merita non appena sarà possibile con la riservatezza che ci ha sempre contraddistinto”.

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