"Una lite per motivi di pascolo", confessa il 22enne fermato: ecco perché sono stati uccisi i fratelli La Monaca

L'indagato è stato incastrato dal Dna, da alcuni filmati di video sorveglianza e dall'esame dei tabulati telefonici delle vittime

Ha confessato. Ieri mattina, durante l’udienza di convalida, il romeno ventiduenne sospettato del duplice omicidio dei fratelli La Monaca di Canicattì ha ammesso le proprie responsabilità ed ha spiegato il perché di quell'atroce delitto: "un litigio per questioni di pascolo" - hanno ricostruito i carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta - . Il gip del tribunale di Caltanissetta ha già convalidato il fermo ed ha disposto, per l'indagato, la custodia cautelare in carcere. 

Imprenditori di Canicattì uccisi nelle campagne di Caltanissetta: fermato un 22enne

 Era la tarda serata dello scorso 14 giugno quando i carabinieri della stazione di Delia intervenivano in contrada Deliella, in territorio di Caltanissetta. Subito è stato ritrovato il cadavere semicarbonizzato di un uomo, successivamente identificato in Filippo La Monaca di 73 anni, accanto ad una macchina incendiata. C'era però anche un’ampia e vistosa chiazza di sangue con segni di trascinamento che portavano ad un immobile all’interno del quale c'era il cadavere di Calogero La Monaca, 75 anni, fratello di Filippo. E' apparso subito, ad investigatori e inquirenti, che quel duplice delitto fosse caratterizzato da modalità decisamente violente, utilizzando - quale arma del delitto - alcuni massi. 

Le prime attività d’indagine, coordinate dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta, hanno avuto l'obiettivo di circoscrivere, con la maggiore precisione possibile, l’arco cronologico in cui poteva essere stato commesso il delitto e ricostruire la cerchia relazionale delle vittime per individuare coloro che potessero aver avuto rapporti o contrasti con i fratelli La Monaca. Le indagini hanno permesso di individuare un arco temporale ben preciso, tra le 16.05 e poco prima delle 18, così come avvalorato dalle conclusioni del medico legale - hanno ricostruito i carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta - .

IL VIDEO. Il romeno incastrato dal Dna, dalla videosorveglianza e dal traffico telefonico

Quanto al secondo aspetto, sono state determinanti i sopralluoghi, il campionamento del Dna su alcuni soggetti, l’acquisizione delle immagini del giorno del delitto degli impianti di videosorveglianza attigui alla località in cui è avvenuto il duplice omicidio e l’analisi del traffico telefonico sull’utenza in uso alle vittime. Le operazioni tecniche, supportate dal raggruppamento operativo speciale, e corroborata da accertamenti tecnico scientifici effettuati dal Ris di Messina, non sono state semplici. Ma all'alba di sabato scorso, hanno portato i carabinieri del nucleo Investigativo di Caltanissetta, collaborati dallo squadrone carabinieri Cacciatori “Sicilia”, ad eseguire un fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura a carico di Florin Scurtu, romeno di 22 anni, domiciliato a Caltanissetta, celibe e incensurato.

A carico dell'indagato "sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in merito al duplice omicidio dei fratelli La Monaca, aggravato dalla crudeltà  - scrivono i carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta - consistita nell’accanirsi sulle vittime con più colpi scagliati con grosse pietre e avvalendosi della minorata difesa delle vittime, soggetti di età avanzata. Sulla portiera della Fiat Panda, in uso alle vittime, venivano trovate alcune tracce di sangue che, a seguito di analisi, hanno determinato un profilo genetico misto attribuibile a due diversi individui uomini. Dall’analisi - prosegue la ricostruzione ufficiale dei militari dell'Arma - è stato possibile rilevare due profili genetici: quello di Filippo La Monaca e quello di Florin Scurtu. Inoltre le risultanze dell’esame dei tabulati telefonici delle vittime e dell’indagato e delle immagini estrapolate da sistemi di video sorveglianza consentivano di acclarare la presenza del rumeno sul luogo del delitto, nonché i suoi successivi spostamenti a bordo di uno scooter che veniva dallo stesso abbandonato qualche giorno più tardi nei pressi della campagna dei La Monaca".

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Ieri mattina il giovane, nel corso dell’udienza di convalida, ha ammesso - termina la ricostruzione ufficiale dei carabinieri del comando provinciale di Caltanissetta - le proprie responsabilità riconducendo il movente ad un litigio per questioni di pascolo. Al termine, il gip ha convalidato il fermo ed ha disposto per l’indagato la custodia cautelare in carcere.

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