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I rilievi dei carabinieri della Scientifica sul luogo del delitto

I rilievi dei carabinieri della Scientifica sul luogo del delitto

L'omicidio di Favara, sette colpi esplosi contro l'operaio empedoclino

E' ormai chiaro sia il calibro della pistola utilizzata, sia la traiettoria dei proiettili che confermerebbe l'arrivo dei killer, sul ciclomotore, dalla leggera salita di via Cina. Il delitto è avvenuto poco dopo mezzogiorno

Sarebbero stati sei, forse addirittura sette, i colpi di pistola - calibro 9 - esplosi contro Carmelo Ciffa, l'operaio empedoclino di 42 anni freddato due giorni fa all'incrocio fra le vie Vittorio Veneto e Cina a Favara.

Uno lo avrebbe preso di striscio ad uno braccio. Mentre l'uomo era chino, intento a lavorare, forse con in mano una piccozza, i killer hanno iniziato a sparare. E quello che sarebbe stato verosimilmente il primo colpo non sarebbe andato a centro. Ma, appunto, lo avrebbe preso di striscio. Due invece i colpi che sono andati a segno nel torace dell'operaio. E sono quelli che lo hanno ucciso. Un altro colpo ha infranto il parabrezza della Seat Altea lasciata posteggiata a pochi centimetri dalla palma sulla quale Ciffa stava lavorando. Ed, a quanto pare, altri due colpi si sarebbero conficcati su un'altra utilitaria, una Fiat Punto bianca, anch'essa lasciata regolarmente posteggiata.

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Sono queste le ricostruzioni, chiaramente ancora approssimative, di quello che è accaduto nel centro di Favara poco dopo mezzogiorno circa di mercoledì.  

Una pistola calibro 9 ha, nel caricatore, 15 colpi. I killer ne avrebbero dunque esplosi poco meno della metà. E lo avrebbero fatto, secondo quanto è stato immortalato da una delle telecamere di video sorveglianza, rimanendo sulla sella dello scooter.

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I poliziotti della Squadra Mobile e il sostituto procuratore Salvatore Vella, titolare del fascicolo di inchiesta sull'efferato delitto, acquisiranno nelle prossime settimane i risultati dell'autopsia eseguita oggi, alla camera mortuaria del cimitero di Favara, dal medico legale dell'università di Catania Cataldo Raffino. E' chiaro comunque ormai sia il calibro della pistola utilizzata, sia la traiettoria dei proiettili che confermerebbe l'arrivo dei killer, sul ciclomotore, dalla leggera salita di via Cina. Ed anche un altro dato sembrerebbe essere ormai scontato: il delitto è avvenuto poco dopo mezzogiorno.

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Il fascicolo di inchiesta è, intanto, ufficialmente passato nelle mani della Squadra Mobile. I poliziotti della Questura di Agrigento si stavano del resto già occupando - in parallelo con i colleghi del Belgio - delle indagini sul delitto di Outremeuse, il nome del quartiere di Liegi dove a metà settembre due agrigentini - un empedoclino ed un favarese - sono rimasti vittima di una imboscata. Mario Jakelich, 28 anni, di Porto Empedocle è deceduto in seguito a quell'agguato. Il favarese quarantenne Maurizio Di Stefano rimase, invece, gravemente ferito. Ci sono dei collegamenti fra i due fatti di sangue? Spetterà, naturalmente, all'inchiesta - che è appena iniziata - stabilirlo.  

IL VIDEO: I RILIEVI DEI CARABINIERI DOPO IL DELITTO 


 

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