Omicidio Montallegro, quel foglio di Scottex che tradì l'assassino

Su un pezzo di questa carta assorbente Leonardo Iatì si sarebbe asciugato il sudore in casa di Giovanna De Rossi, probabilmente dopo averla uccisa fracassandole il cranio con un vaso in vetro. Quella è stata la firma biologica dell'omicidio

Un comune rotolo di carta da cucina

 

Un foglio di "Scottex"; uno di quelli che si usa comunemente in cucina. Su un pezzo di questa carta assorbente Leonardo Iatì si sarebbe asciugato il sudore in casa di Giovanna De Rossi, probabilmente dopo averla uccisa fracassandole il cranio con un vaso in vetro. Quella è stata la firma biologica dell'omicidio, la prova che ha convinto il gip ad emettere l'ordinanza di arresto per il 20enne di Montallegro.
 
I carabinieri del Ris hanno subito repertato quello "Scottex". Lo hanno portato in laboratorio ed analizzato, insieme ai diversi centinaia di oggetti sequestrati ed analizzati. Le macchie biologiche trovate sulla carta assorbente hanno così indirizzato gli investigatori e ricercare l'assassino tramite le indagini scientifiche. Da qui, dunque, la decisione di chiedere di sottoporsi al test del Dna a tutti i condomini del palazzo. Il padre di Leonardo Iatì è stato uno dei primi.
 
Portati i campioni in laboratorio, i carabinieri hanno riscontrato il collegamento tra il sudore ed il profilo genetico dell'uomo.
 
"Il sudore - ha spiegato il capitano Carlo Romano del Ris di Messina - è un liquido biologico, dal quale si può estrarre il profilo genetico di una persona. Quello trovato sulla scena del crimine era per metà uguale a quello del padre dell'arrestato. A questo punto siamo arrivati alla conclusione che si trattava o del padre o del figlio dell'uomo. Essendo lui orfano da diversi anni, abbiamo così fatto il riscontro con il figlio". Una firma incontrovertibile; una prova schiacciante.
 
Sul quel rotolo di carta da cucina e sul pezzo di carta dove è stata trovata la macchia di sudore, i carabinieri hanno anche svolto un'indagine merceologica. Si tratta di accurati controlli, che hanno potuto confermare due importanti elementi al fine dell'indagine: i militari hanno, infatti, accertato che il pezzo di carta strappato ed utilizzato dal giovane per asciugarsi il sudore era della stessa marca e modello del resto del rotolo trovato sulla scena del crimine; hanno anche accertato che il pezzo di scottex con le macchie di sudore era l'ultimo ad essere stato strappato da quello stesso rotolo ritrovano nell'abitazione della donna. Dettagli, seppur piccoli, che hanno però composto ancor meglio il quadro accusatorio nei confronti di Iatì.
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