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Il luogo della tragedia

Il luogo della tragedia

Meccanico morto in esplosione all'officina, chieste due condanne

Il pm propone 3 anni e 6 mesi di reclusione per il responsabile della ditta e il medico

Il meccanico Liborio Di Vincenzo, morto a 49 anni per un’esplosione nell'officina del centro “Agriscia” di contrada San Benedetto, non avrebbe potuto svolgere quelle mansioni perché aveva diversi problemi fisici e, comunque, avrebbe lavorato in condizioni inadeguate e non conformi alle prescrizioni di legge.

Quasi dieci anni dopo la tragedia, il pubblico ministero, ieri mattina, ha chiesto la condanna dei due imputati. Tre anni e sei mesi di reclusione, per l’accusa di omicidio colposo, è la proposta di pena nei confronti di Angelo Scopelliti, 73 anni, legale rappresentante della società Agriscia; e Giovanni Caminiti, 58 anni, di Messina, medico delle due società coinvolte nella vicenda. Nella lista figurava pure il grottese Salvatore Zaffuto, legale rappresentante della Cts scarl, ditta che operava nell'officina e alle cui dipendenze lavorava la vittima, morto durante il processo. In un primo momento il pm Maria Stefania Ferrieri Caputi aveva chiesto l’archiviazione dell’inchiesta che il gip Alberto Davico non ha accolto ordinando nuove indagini. L’incidente è avvenuto il 16 ottobre del 2010 nel centro di distribuzione di quotidiani e riviste. Il coinvolgimento del sanitario scaturisce dalla “mancata organizzazione del servizio di primo soccorso” sul posto di lavoro. Contestate anche decine di violazioni della normativa in materia di sicurezza sul lavoro.

I familiari di Di Vincenzo si sono costituiti parte civile con l’assistenza degli avvocati Giovanni e Tanja Castronovo che si sono associati alle richieste di condanna insistendo per il risarcimento e sottolineando che “l'uomo stava lavorando di sabato pomeriggio, in un giorno non previsto dal contratto e la circostanza proverebbe le condizioni di irregolarità in cui era costretto ad operare”. 

I difensori dei tre imputati (gli avvocati Salvatore Maurizio Buggea, Francesca Picone e Francesca Cucinotta) illustreranno le loro conclusioni il 12 dicembre. Subito dopo il giudice monocratico Fulvia Veneziano si ritirerà in camera di consiglio ed emetterà il verdetto. 

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