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Sabato, 25 Maggio 2024
Le ricostruzioni / Licata

L'omicidio Castronovo: il "desiderio di vendetta" e gli esiti dello Stub, ecco cosa ha "incastrato" il 31enne

Secondo i carabinieri del nucleo Investigativo del comando provinciale e la procura, il delitto del 65enne di Palma di Montechiaro è stato un "regolamento di conti" a distanza di anni

Il trentunenne di Licata, Giuseppe Rallo, finito in carcere stamani con l'accusa di omicidio premeditato di Angelo Castronovo di Palma di Montechiaro, è stato risultato positivo all'esame dello Stub. Ecco perché stamani i carabinieri del nucleo Investigativo del comando provinciale di Agrigento, che hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Micaela Raimondo, hanno parlato "di gravi e concordanti indizi di colpevolezza nei confronti del trentunenne ritenuto, allo stato degli atti, l’esecutore materiale dell’omicidio di Angelo Castronovo". Accuse che sono, naturalmente, provvisorie e che dovranno passare al vaglio del giudice. 

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Gli esiti dello Stub

I militari dell'Arma, avviando le indagini per l'omicidio del bracciante agricolo 65enne, sottoposero - così come emerse all'epoca - più persone, ma anche autovetture, all'esame per cercare tracce di polvere da sparo. Tutto, così come i tre bossoli calibro 12 ritrovati in contrada Cipolla, venne trasmesso al Ris di Messina. Esami e comparazioni avrebbero dato esito positivo, permettendo di far ritenere - stando all'accusa formalizzata dai carabinieri e dalla procura - Giuseppe Rallo come l'esecutore materiale dell'omicidio, ossia colui che avrebbe esploso i colpi di calibro 12 nei confronti di Castronovo. 

Particelle di polvere da sparo sarebbero state riscontrate sui sedili dell'autovettura usata dall'indagato, ma anche sulle sue mani e narici. In mancanza di altre plausibili spiegazioni della presenza di residui di polvere da sparo sul corpo e sull'autovettura dell'indagato, a poche ore dal decesso di Castronovo, per il gip vi sarebbe correlazione. 

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"Desiderio di vendetta"

Per i carabinieri del nucleo Investigativo e per la procura di Agrigento, l'omicidio di Angelo Castronovo è stato frutto del desiderio di vendetta maturato dall'indagato Giuseppe Rallo. 

La ricostruzione degli omicidi di Enrico Rallo e Salvatore Azzarello, rispettivamente del 2015 e del 2017, è stata fatta, nel luglio del 2023, nella sentenza della corte d'Assise di Agrigento. Nel 2015, Enrico Rallo assieme ad un familiare avrebbe rubato a Salvatore Azzarello un camion con diversi mezzi e strumenti da lavoro. Azzarello avrebbe maturato dei propositi di vendetta nei confronti di Enrico Rallo che è stato ucciso. Propositi di vendetta che sono stati poi maturati dall'altra parte nei confronti di Azzarello che è stato ucciso 20 mesi dopo. 

Le indagini sui due omicidi hanno fatto emergere il ruolo di Angelo Castronovo, anche se il gip ha ritenuto che gli indizi di colpevolezza a suo carico per i due omicidi non fossero sussistenti. 

Giuseppe Rallo è stato imputato e condannato, a un anno e mezzo di reclusione, in primo grado per favoreggiamento. Avrebbe assistito alla sparatoria contro Enrico Rallo e mentre lo portava in ospedale avrebbe raccolto le confidenze delle vittima, omettendo di riferirle - questa fu l'accusa a suo carico - alla polizia giudiziaria. Secondo carabinieri e pm, il trentunenne avrebbe covato rancore nei confronti di Castronovo. "Aveva preferito omettere di riferire le informazioni in suo possesso, anche a costo di prendersi una condanna per favoreggiamento personale, per favorire 'regolamento di conti' a distanza di anni", questa l'ipotesi investigativa condivisa dal gip del tribunale di Agrigento che ha siglato l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

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