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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca

Omicidio Azzarello, ha agito un killer "professionista"?

Sarà l'autopsia la "chiave di volta" per mettere dei punti fermi nell'inchiesta sul delitto di contrada Burrainiti. Il sostituto procuratore Simona Faga ha conferito l'incarico al medico legale

Chi ha sparato, sapeva farlo. Perché i tre, forse quattro, colpi esplosi sono andati tutti a segno. Un "dettaglio" questo che potrebbe far ipotizzare - ai carabinieri - che il killer non fosse uno sprovveduto. Ma non è escluso nemmeno che i colpi - che hanno ucciso, a metà mattinata di martedì, Salvatore Azzarello, 39 anni, incensurato, di Palma di Montechiaro - siano stati sparati a distanza ravvicinata. Sarà l'esame dell'autopsia, dunque, la "chiave di volta" per mettere dei punti fermi nell'inchiesta sull'omicidio di contrada Burrainiti, ad Agrigento.
Il sostituto procuratore Simona Faga, titolare del fascicolo di inchiesta, ieri, ha conferito l'incarico al medico legale. Tra oggi e domani - anche se sembra verosimile che l'autopsia si faccia questo pomeriggio - verrà effettuato l'esame.

I carabinieri, ieri, intanto, hanno continuato ad esaminare i bossoli che sono stati sequestrati sul luogo del delitto, sulla strada d'aperta campagna fra il quartiere commerciale agrigentino del Villaggio Mosè e la strada che conduce verso la diga di Naro. Non è certo che a sparare sia stata soltanto una pistola. Nelle concitate ore investigative, successive all'omicidio, s'era parlato di una pistola. Forse di una calibro 9. Ma ieri sembrava prendere corpo anche l'ipotesi che a sparare sia stato un fucile. Senza escludere che possano essere stati utilizzati entrambi. Ed anche su questo "fronte" si rivelerà importante, se non addirittura determinante, l'esame autoptico. Esame che dovrebbe anche stabilire da quanti metri di distanza siano stati esplosi i tre, forse quattro, colpi.

A trentasei ore dall'omicidio del trentanovenne Salvatore Azzarello, di Palma di Montechiaro, proprietario di un'azienda agricola che si occupa anche di movimento terra, appare chiaro - ai carabinieri della compagnia di Agrigento, a quelli del reparto operativo ed a quelli del nucleo operativo e radiomobile - che l'agguato sia stato pianificato a tavolino. 

I militari dell'Arma hanno cercato e trovato anche tutti coloro che hanno delle case o degli appezzamenti di terreno in contrada Burrainiti, fra Agrigento e Favara. Nessuno, però, stando a quanto è trapelato ieri dal fitto riserbo investigativo, pare che conoscesse  Azzarello. Appare scontato che il trentanovenne - erano le 11,40 circa di martedì - tornasse dal lavoro. Ma i carabinieri non sarebbero riusciti ancora a rintracciare dove, in quale appezzamento di terreno, avesse prestato la propria attività.
 

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