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Lavoro / Lampedusa e Linosa

Gestione hotspot affidata alla Croce Rossa, i sindacati: "Garanzie su futuro occupazionale 20 dipendenti coop"

Lucchesi e La Rosa: "Si sta procedendo a forme di selezione per nuove assunzioni per la gestione della struttura che evidenziano che non è prevista alcuna forma di salvaguardia dell'occupazione"

Cgil e Funzione pubblica siciliane hanno scritto al presidente di Croce rossa italiana per chiedere un confronto sulla tutela occupazionale dei  20 lavoratori che sono stati impegnati nell'hotspot di Lampedusa con la cooperativa Badia Grande, cui è recentemente subentrata la Cri.

"Si sta procedendo a forme di selezione per nuove assunzioni per la gestione della struttura - segnalano i segretari Cgil e Fp Francesco Lucchesi e Concetta La Rosa - che evidenziano che non è prevista alcuna forma di salvaguardia dell'occupazione". I due sindacalisti ricordano che il contratto nazionale di lavoro Cri, alla voce "cambio di gestione" prevede forme di tutela degli operatori, "alla luce del fatto che il settore è caratterizzato anche dalla gestione dei servizi tramite contratto di appalto o convenzioni, o accreditamento o similari". Tutele che Cgil e Fp chiedono "vengano garantite in questo caso e in altri subentri di Croce Rossa italiana nella gestione di centri di accoglienza".

Csa-Cisal scrive a prefetto di Agrigento e Croce Rossa

“Chi per anni ha lavorato nell’hotspot di Lampedusa, garantendo accoglienza e assistenza per migliaia di migranti arrivati spesso in condizioni disperate, non può essere messo da parte di punto in bianco: chiediamo che gli operatori siano tutelati e garantiti, nonostante il cambio di gestione con l’affidamento alla Croce Rossa italiana a partire dal prossimo giugno, rimanendo al loro posto”. Lo scrivono Giuseppe Badagliacca, Vincenzo Lo Re e Clara Crocè del sindacato Csa-Cisal in una nota inviata al presidente della Croce Rossa italiana Rosario Valastro, al prefetto di Agrigento Maria Rita Cocciufa e al commissario all’emergenza migranti Valerio Valenti. “Gli operatori hanno lavorato in condizioni precarie e spesso con retribuzioni erogate in ritardo – continuano i sindacalisti – Per questo non è accettabile che la Croce Rossa proceda alla selezione del personale senza tenere conto delle norme vigenti che prevedono le clausole sociali e dei Contratti nazionali collettivi per la salvaguardia dei posti di lavoro e della continuità dei servizi. Per questo chiediamo che si tenga immediatamente un incontro fra le parti”.

(Aggiornato alle ore 20,10)

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