Evade dai domiciliari per spacciare, giudizio immediato per trentaduenne

Gianluca Infantino, già sorpreso con la droga in casa mentre era agli arresti, era stato bloccato dai carabinieri mentre occultava l'hashish sotto dei materassi

Gianluca infantino

Il 17 marzo davanti al giudice monocratico Alfonso Pinto: il trentaduenne Gianluca Infantino, sorpreso, lo scorso 8 novembre, a spacciare, per la seconda volta, mentre era agli arresti domiciliari, finisce subito a processo. Il gip Luisa Turco, accogliendo la richiesta del pubblico ministero Alessandra Russo, ha disposto il giudizio immediato, saltando l'udienza preliminare.

Infantino, che ha nominato come difensore l'avvocato Calogero Lo Giudice, sarà processato il mese prossimo, poco più di quattro mesi dopo l'arresto, scattato l'8 novembre per le accuse di evasione e detenzione ai fini di spaccio di droga.

Il trentenne, che doveva restare nella sua abitazione del centro storico per due precedenti vicende giudiziarie (violazione sorveglianza, furto, minacce e ancora droga), è stato bloccato in pieno giorno dai carabinieri, a una ventina di metri di distanza da casa, per strada, dove aveva nascosto della droga.

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Infantino, in particolare, avrebbe occultato due panetti di hashish - uno di 92 grammi e l'altro di 102 - sotto alcuni materassi abbandonati. Già il 10 luglio scorso era stato già scoperto dai poliziotti della squadra mobile, avvisati da una telefonata anonima, con cinque dosi di hashish, di un grammo ciascuno, occultati in casa insieme a un bilancino di precisione. 

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