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Netturbini licenziati, Palermo (Pdr): «Si trovi una soluzione equa»

A parlare è il capogruppo del Pdr, Nuccia Palermo, che dinnanzi alla richiesta di aiuto dei 21 netturbini licenziati ha portato la propria solidarietà ai lavoratori che al momento protestano ai piedi del Palazzo dei Giganti

«Non è concepibile ed accettabile dinnanzi al palazzo di città ,che dovrebbe essere simbolo di tutela e di rilancio economico – sociale per il cittadino, vedere degli uomini e dei padri di famiglia costretti ad incatenare i propri polsi per chiedere un pezzo di pane».

A parlare è il capogruppo del Pdr, Nuccia Palermo, che dinnanzi alla richiesta di aiuto dei 21 netturbini licenziati ha portato la propria solidarietà ai lavoratori che al momento protestano ai piedi del Palazzo dei Giganti.

«Il compito della classe politica è soprattutto quello di sostenere i cittadini e di trovare le giuste misure per l’accrescimento del benessere locale ed oggi più che ieri questo piccolo ma grande dettaglio sembra essere passato in secondo piano. Solidarizzare con chi protesta pacificamente chiedendo innanzitutto il non essere ignorato mentre si cerca di difendere il diritto al lavoro è alla base dello spirito che dovrebbe animare tutti coloro che si spendono per il sociale».

«Non si può sotterrare il capo lasciando il corpo fuori come fanno gli struzzi - sostiene il Capogruppo del Pdr -. La nostra cittadinanza sta soffrendo e il disagio patito dagli scioperanti è solo la punta dell’ iceberg del vero problema. La classe politica ha la responsabilità di rivedere tutta l’organizzazione su temi importanti quali i rifiuti ma non solo. Non sentiamo, stranamente, quasi mai parlare di differenziata  anche se proprio questa mancanza ci penalizza non solo come impatto ambientale ma anche monetario»

«Dal canto nostro - conclude il capogruppo del Pdr - nel dare la nostra solidarietà ai 21 padri di famiglia che sono stati licenziati, auspichiamo un risveglio delle istituzioni e che si possa trovare al più presto un’equa soluzione».
 

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