Comitato Ads urbano: "Non tormentate anche la villa Bonfiglio"

La Villa Bonfiglio rischia di essere esposta a maggiore degrado per la scelta dell'Amministrazione di eliminare le ringhiere di protezione che la recintano.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Vogliamo segnalare il nostro profondo disappunto per le politiche di quest' Amministrazione ad Agrigento sugli spazi pubblici,. Forse ci sarebbe da denunciare ormai un vero e proprio impoverimento e depotenziamento se non voluto quantomeno cercato. Un atteggiamento in cui non scorgiamo la dovuta sensibilità rispetto ad alcuni fattori che alimentano malcontento generale.

Il verde pubblico, l'arredo urbano e moltissime opere pubbliche, realizzate con grandi impegni economici, alcune addirittura fatte e rifatte (male) come il polifunzionale La Malfa, non sono nella maggior parte dei casi accessibili o funzionanti. A volte non sembrano neanche la pallida ombra di qualcosa che potrebbe essere fruibile. Stiamo parlando, per esempio, dei parchi e delle aree a verde pubblici, degli impianti di pubblica illuminazione, delle bambinopoli (i giochini), finanche dei cassonetti e dei cestini per la raccolta dei rifiuti e di tante altre infrastrutture che risultano determinanti per valutare l'offerta qualitativa dei servizi al cittadino su di un territorio.

A malincuore, purtroppo, stiamo costatando che, nonostante la mancanza di risorse sempre più evidente e simile a un pre-dissesto finanziario che interessa il Comune, ciò non impedisce all'Amministrazione comunale di compiere scelte rischiose e che in passato hanno portato più danni che benefici. La città stretta tra la morsa dell'incuria e della recessione chiede, ormai sempre più insistentemente, un'analisi più responsabile del contesto. A maggior ragione se si nota che molte opere oggi non inutilizzabili sono costate decine di milioni di euro negli ultimi anni in manutenzione e posa risultando allo stato attuale non utilizzabili se non addirittura pericolose per l'incolumità dei frequentatori. Ad un contesto generale che non permette agevolmente di migliorare qualitativamente e quantitativamente arredo e opere urbane si aggiunge un crescente fenomeno di vandalismo, persino un ritorno al consumo di droghe in luoghi pubblici testimoniato dal ritrovamento sempre più frequente di siringhe sporche di sangue in diversi punti della città. Fenomeni agevolati dalla diminuzione del monte ore lavorativo della polizia municipale, che allenta il controllo sul territorio, nonché la completa essenza di un sistema di videosorveglianza.

Lo scorso anno di questi tempi l'Amministrazione provvedette a eliminare le ringhiere del campetto di pattinaggio e di quello di calcetto a San Leone per "realizzare uno spazio sempre aperto e in continuazione con il Lungomare." Ma continuità con cosa? Col degrado che li circonda? Perché a ben osservare queste strutture ciò che si nota è la loro completa vandalizzazione e la quasi inadoperabilità, oltre al fatto che ormai non si possono quasi più adoperare.

Perché ripetere questo errore andando a eliminare le protezione alla Villa Bonfiglio? Che fine fa questo ferro? Viene rivenduto? Avete calcolato il rischio legato ai danni dovuti al fatto di non poter assicurare che queste strutture vengano mal frequentate la notte?

Le recinzioni hanno purtroppo lo scopo fondamentale di proteggere e assicurare. Così come le ringhiere, che ad Agrigento ormai sono ammassi di ruggine precaria, hanno lo scopo di proteggere e sostenere scongiurando cadute.

Siate cortesi, trovate altre soluzioni per farci apprezzare il verde negli spazi urbani. Come ad esempio incoraggiare le convenzioni con i privati, potenziare il personale impegnato, sostituire gli alberi morti e orrendamente recisi con nuove piante, ripristinate ove possibile per permettere ai cittadini di pensare più volentieri di animare questi posti in centro come nelle periferie. E' necessario migliorare il contesto generale, non esporlo al pericolo di ulteriori deterioramenti.

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