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I controlli / Centro città

Niente scontrini all'uscita di bar, panifici, negozi ed edicole: sanzionati una decina di esercenti

L’importo delle multe non è stato quantificato dalla Guardia di finanza che si è occupata dei controlli, spetterà all’Agenzia delle Entrate farlo. E si va da un minimo di 250 euro ad un massimo di 4 mila

Negozi, bar, panifici e anche edicole. Sono una decina gli esercizi commerciali, del centro di Agrigento, che sono stati sanzionati dalla Guardia di finanza per mancata emissione degli scontrini fiscali, diventati ormai telematici. Negli ultimi giorni, i baschi verdi hanno avviato una raffica di controlli mirati. Niente più, o non soltanto comunque, verifiche sui green pass e sulle mascherine antiCovid, ma è stato dato il via a quanti effettivamente rispettano o meno l’obbligo di emissione dello scontrino fiscale. Sono stati controllati i clienti all’uscita degli esercizi commerciali e la maggior parte è stata trovata con lo scontrino in mano. Qualcuno però non ce l’aveva. E a finire nei guai – secondo la nuova legge di Bilancio del dicembre 2021 – non sono stati anche gli acquirenti. Per loro, niente multa, anche perché lo scontrino fiscale è diventato telematico. Le sanzioni sono state emesse invece per i titolari, di quegli esercizi commerciali, che s’erano dimenticati di battere lo scontrino. L’importo delle multe non è stato quantificato, spetterà all’Agenzia delle Entrate farlo. E si va da un minimo di 250 euro ad un massimo di 4 mila.

In un caso, i finanzieri di Agrigento hanno trovato una edicola senza registratore di cassa. Registratore telematico – che a chiusura di cassa, in automatico, trasmette in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati complessivi dei corrispettivi incassati durante la giornata - che è, appunto, fondamentale per la vendita, e dunque per l’emissione dello scontrino fiscale, dei cosiddetti gadget. A rischiare la grossa “batosta”, ossia 4 mila euro di sanzione è proprio questo esercente commerciale.

Questo genere di controlli continuerà ad essere effettuato – tanto nella città dei Templi quanto nel resto della provincia - proprio dai militari della Guardia di finanza che sono preparati a riconoscere i casi in cui non esiste l’obbligo di certificazione fiscale. 

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