Niente "concertone" di Capodanno, Parello: "Non rientra nella valorizzazione della Valle"

E sulle luminarie il direttore del Parco è stato chiaro: "Non c'è stato nessun ritardo"

foto archivio

Agrigento non avrà il suo "concertone" per capodanno. Nessun artista - saluterà il 2017 e darà il benvenuto all'anno nuovo. Non con i soldi derivanti dallo sbigliettamento della Valle, almeno. Fondi - si stanno spendendo, complessivamente, 45 mila euro - che, quest'anno, vengono gestiti direttamente dal Parco archeologico e non più dal Comune. Parello spiega:

"L'istanza del concerto in piazza non si è potuta accoglierla perché non rientra nella valorizzazione della Valle, perché non ci sono elementi di promozione della Valle. Siamo disponibili alle istanze - ha detto ieri il direttore del Parco archeologico Giuseppe Parello - purché siano compatibili con le risorse a disposizione e con la valorizzazione della Valle e la connessione fra l'area archeologica e il centro storico. Questo l'obiettivo prioritario che, per legge, dobbiamo rispettare".

Il Comune, dal canto suo, perennemente con le casse quasi vuote, non ha avuto altra scelta - non potendo spendere soldi che non ha - che "accontentarsi". "Nessun ritardo, non per quanto ci riguarda, per la collocazione delle luminarie - ha spiegato Parello - . Gli operai stanno montando dalle 5 di stamani (ieri ndr.). E per consentirlo, in tempo record, abbiamo fatto una variazione di bilancio che è stata approvata dai revisori dei conti, dal Consiglio del Parco, dal commissario, dalla Regione ed è stata fatta e aggiudicata una gara". 

Il Parco archeologico "Valle dei Templi" - che per tutti gli eventi natalizi sta spendendo 45 mila euro complessivamente - ha individuato un percorso principale mirato alla valorizzazione del patrimonio culturale del Parco. Un percorso che ingloberà - fra la Valle e il centro storico - laboratori e iniziative che racconteranno la nascita del Natale, a partire dai riti pre-cristiani. Verranno "raccontati" i "Saturnali", ossia quel ciclo di festività della religione romana che si svolgevano dal 17 al 23 dicembre. Riti - dedicati all'insediamento nel tempio di dio Saturno - che si svolgevano dunque nella città classica. Ma verranno "raccontati" anche gli "oscillum": un tipo di piccola scultura, rappresentante una testa, che in epoca romana veniva appesa come dono votivo alle fronde degli alberi in occasione di alcune feste. Ed è dagli "oscillum" che, verosimilmente, derivano gli addobbi per gli alberi di Natale. Usanze pre-cristiane che poi sono state sposate dal Cristianesimo. La Valle dei Templi e il centro storico di Agrigento, insomma, faranno rivivere e narreranno il Natale del passato: festa pagana del Sole - "Sol invictus" - compresa. Ma, quest'anno, si dovrebbe assistere anche alla rivalutazione di San Nicola che è l'antesignano di Santa Clause. Questo è, di fatto, l'alto contesto culturale prescelto per poter valorizzare l'area archeologica connettendola con il centro storico della città dei Templi.

Più "terrena" e alla portata di tutti, invece, l'installazione del "bosco incantato" e della casetta di babbo Natale che verrà fatta, nelle prossime ore, nella zona di Porta di Ponte.

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