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Cronaca

"Nessuna spesa folle o incarico illegittimo", pg chiede assoluzione per D'Orsi e Gennaro

Il magistrato che rappresenta l'accusa vuole ribaltare la sentenza del processo contabile di primo grado a carico dell'ex presidente della Provincia e del vice segretario generale

Secondo il procuratore generale della Corte dei Conti, l'ex presidente della Provincia regionale di Agrigento Eugenio D'Orsi e il vice segretario generale dell'ente Ignazio Gennaro non hanno provocato alcun danno erariale nell'avere avallato alcuni rimborsi spese per pranzi e cene istituzionali o conferito incarichi professionali. Il magistrato che rappresenta l'accusa in appello ha chiesto alla sezione giurisdizionale di ribaltare la sentenza, emessa nel febbraio del 2014, che condannava l'uomo politico del Mpa e il dirigente a risarcire l'ente.

D’Orsi, assolto da tutte le accuse nei processi penali, avrebbe dovuto pagare 24.127 euro a titolo di “danno erariale”, Gennaro avrebbe dovuto corrispondere 11.224 euro. I giudici, ai quali si sono rivolti i difensori, gli avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Caponnetto e Alessandro Dagnino, decideranno nelle prossime settimane. Originariamente il pm aveva contestato a D’Orsi e ad altri funzionari diversi profili di danno erariale per un importo di 150mila euro. Innanzitutto il capitolo dei rimborsi spese per “pranzi di rappresentanza” di D’Orsi. Secondo l’accusa la documentazione fiscale prodotta “era giuridicamente inesistente”. Un altro filone riguardava le spese istituzionali “prive di utilità” e il conferimento di incarichi professionali ritenuti inutili. 

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