Nessuna denuncia sul lavoro "nero", Patronaggio: "Omertà e controllo da parte delle organizzazioni criminali"

Il procuratore capo: "Noi metteremo sempre il massimo impegno perché se è vero che questo fenomeno colpisce in prima battuta i lavoratori stranieri: extracomunitari, è pur vero anche che in seconda battuta colpisce anche i siciliani"

Il procuratore capo Luigi Patronaggio

"La nuova normativa sul caporalato, introdotta nell'ottobre del 2016, non ha dato i risultati che il governo e il parlamento si aspettavano. I motivi? L'omertà in primo luogo e c'è anche il controllo delle organizzazioni criminali strutturate nel territorio, non voglio parlare di mafia, però è sicuro che per potere controllare la forza lavoro in modo così capillare sul territorio occorre avere le 'spalle larghe' ed occorre soprattutto una rete di omertà che garantisce di assumere questa forza lavoro senza preoccuparsi che nessuno li andrà a denunciare o che qualcuno farà un esposto". Lo ha detto il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, durante la conferenza stampa svoltasi al quinto piano del tribunale per illustrare l'operazione "Ponos".

Reclutati per lavorare nei campi a 3 euro l'ora, ma l'organizzazione guadagnava 1 milione a stagione: 8 i fermi

"Noi metteremo sempre il massimo impegno perché se è vero che questo fenomeno colpisce in prima battuta, essenzialmente, i lavori stranieri: extracomunitari, è pur vero anche che in seconda battuta colpisce anche i lavoratori siciliani che non vengono avviati secondo le procedure. In prima battuta si protegge l'extracomunitario che è l'anello più debole della catena, ma è vero che l'alterazione dei meccanismi del libero mercato è particolarmente dannoso per l'economia - ha aggiunto Patronaggio, che ha coordinato l'inchiesta insieme al pm Gloria Andreoli, - .

IL VIDEO. Giro di permessi turistici per fare arrivare i braccianti: una donna ha abortito durante il lavoro sui campi

 "Vi era un meccanismo di permessi turistici sfruttati per fare arrivare questi lavoratori che venivano poi privati del passaporto, alloggiati in case procurate dalla stessa organizzazione. L'orario di lavoro era di circa 12 ore di cui buona parte notturno: iniziavano alle 3 e proseguivano fino alle 17 ed ore. Le paghe erano di circa 30 euro, ma pagavano anche i mezzi di trasporto e gli alloggi dove pernottavano. Il lavoro avveniva sempre sotto il rigido controllo di guardiani e abbiamo avuto anche un caso di una donna che ha abortito durante il lavoro sui campi" - ha spiegato il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, in merito all'inchiesta sul caporalato denominata "Ponos" - .

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"Facevano arrivare lavoratori dell'Est per sfruttarli nelle campagne": 7 fermi

"Questa operazione - ha commentato, invece, il comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento: il colonnello Giovanni Pellegrino - ha rappresentato un grande esempio di cooperazione fra i reparti dell'Arma dei carabinieri. Abbiamo iniziato a seguire alcuni furgoni, carichi di braccianti agricoli schiavizzati, che venivano trasportati nelle campagne dell'Agrigentino. Abbiamo disarticolato una vera e propria organizzazione criminale che sfruttava tutto il giorno gli agricoltori in condizioni di vera e propria schiavitù". Alla conferenza stampa ha partecipato anche il tenente colonnello Pierluigi Buonuomo, comandante del Nucleo Ispettorato del lavoro. "Era stato messo in piedi - dice - un vero e proprio centro per l'impiego con un una struttura organizzativa che, in maniera illegale e violando ogni legge in materia, reclutava forza lavoro". 

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