“Nessun imbroglio con la legge 104 per acquisire i beni”, difesa chiede dissequestro dell’”impero” del baby pensionato

Daniele Rampello è ritenuto uno dei personaggi principali dell’inchiesta sulla “fabbrica” dei falsi invalidi

L’arresto di Daniele Rampello

“Nessun imbroglio nell’acquisizione dei beni, il suo patrimonio è stato acquisito in maniera lecita”. Con le discussioni dei difensori - gli avvocati Daniele Re, Raffaele Bonsignore e Aldo Virone - si avvia alla conclusione il procedimento di appello a carico di Daniele Rampello, 51 anni, di Raffadali, pensionato da oltre un decennio, ritenuto uno dei personaggi chiave dell’inchiesta che avrebbe sgominato la “fabbrica” di falsi invalidi messa in piedi per truffare lo Stato con previdenze oppure beneficiando dei privilegi previsti dalla legge per chi invalido lo è realmente. 

Il raffadalese, che in passato ha gestito un patronato e ha rimediato una condanna per usura, secondo quanto ipotizza l'accusa, avrebbe fatto da intermediario e procacciatore di affari per la presunta organizzazione che, attraverso il pagamento di tangenti a medici compiacenti, avrebbe ottenuto il riconoscimento di false invalidità. 

La banda, sgominata dalla polizia il 22 settembre del 2014, avrebbe garantito agli aspiranti falsi malati i finti certificati medici che servivano. Faccendieri e medici, sostiene l’accusa, organizzavano tutto nei dettagli: per non destare sospetti si usava anche una ambulanza per le visite e – sostiene l’accusa – si arrivava in barella per rendere la sceneggiata più convincente. 

L’inchiesta ha già portato a decine di condanne. Il patrimonio di cui si discute la confisca è composto da immobili, vetture, rapporti finanziari e impianti di produzione di energia rinnovabile di proprietà o ritenuti nella disponibilità di Rampello.

Fra i beni sequestrati anche una villa di Raffadali, dotata di una piscina coperta, con muri di sostegno ricoperti di pietra e mosaici; una villa a Giallonardo con vista sul mare; un appartamento a Sa’ Marinedda ad Olbia, in Sardegna. Sigilli anche a sei conti correnti, quattro polizze assicurative e due fondi di investimento.

All’udienza precedente il sostituto procuratore generale ha chiesto la conferma della confisca di tutti i beni, decisa in primo grado. Oggi, la difesa - al contrario - ha sollecitato la restituzione. I giudici della sezione misure di prevenzione della Corte di appello decideranno nelle prossime settimane.

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