Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

"Negarono di essere vittime del racket per timore di ritorsioni", chiesta condanna

Il pubblico ministero Alessandro Macaluso ha proposto pene, comprese fra i 2 anni e i 3 anni e 6 mesi, per i quattro posteggiatori. L'accusa è di falsa testimonianza

Un posteggiatore (foto Romatoday)

Secondo il pubblico ministero avrebbero testimoniato il falso per timore di accusare i loro estorsori. I quattro posteggiatori abusivi, costretti a versare alla mafia di Villaseta una percentuale dell’obolo pagato dagli automobilisti, sarebbero stati minacciati e in alcuni casi picchiati.

Ma, al momento di testimoniare al processo, si impaurirono e mentirono arrivando persino ad accusare i carabinieri di avere falsificato la loro denuncia. Il pm Alessandro Macaluso, ieri mattina, ha chiesto la condanna dei quattro imputati. Tre anni e sei mesi di reclusione sono stati proposti per Calogero Meli, 50 anni; 2 anni per Giuseppe Stagno, 41 anni, Vincenzo Melilli, 54 anni, e Antonino Perna, 36 anni.

La differenza nella richiesta di pena (ridotta per tutti di un terzo per il rito abbreviato) è data dal fatto che Meli ha diversi precedenti. Il giudice dell’udienza preliminare Alessandra Vella, che in precedenza ha rinviato a giudizio un quinto imputato - Alfonso Marino, 41 anni - dopo la requisitoria del pm ha dato la parola ai difensori (gli avvocati Giovanni Crosta, Francesca Dumas e Antonino Casalicchio) per le arringhe conclusive. Il primo marzo sarà emessa la sentenza. 

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