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Cronaca Porto Empedocle

"Navi per stoccare il gas", è tramontata l'idea del rigassificatore di Porto Empedocle?

Il porto agrigentino però è indicato come uno tra quelli che potrebbe ospitare in rada questi depositi galleggianti: a pesare è certamente la possibilità di costruire il nuovo gasdotto

Il rigassificatore di Porto Empedocle non ancora costruito potrebbe essere ancora volta messo in "archivio", anche se il centro marinaro potrebbe comunque ospitare un impianto similare sfruttando le infrastrutture da realizzare in futuro per collegarlo alla rete metaniera nazionale. 

Come avevamo anticipato già nei giorni scorsi, uno dei limiti più evidenti del recupero del progetto mai partito di costruzione di un terminale Gnl erano soprattutto i tempi necessari per completare l'opera, che comunque avrebbe richiesto non meno di tre anni di lavoro salvo le resistenze e le opposizione territoriali, che già si presentano molto agguerrite tra interrogazioni parlamentari e comitati civici pronti alla protesta.

Così la "soluzione più semplice, veloce e meno costosa", per citare il ministro della Transizione ecologica Cingolani, appare un'altra, cioè quella di rigassificatori off shore su navi. Una prospettiva nuovamente ribadita ieri al Parlamento da parte del componente del Governo Draghi che ha già individuato quattro porti che dovrebbero ospitare questi hub: tra questi, c'è anche Porto Empedocle. 

Quindi, da quanto oggi noto, l'idea sarebbe quella di rimanere nella stessa area probabilmente perché strategica dal punto di vista delle tratte commerciali, ma anche perché potenzialmente servita da un gasdotto che andrebbe a collegare l'area alla rete metaniera nazionale. 

Una strada ritenuta "veloce" per dare al Paese più indipendenza negli approvvigionamenti (con costi, però maggiori), per quanto i tempi autorizzativi sarebbero nell'ordine dei 12/18 mesi. Il ministro, comunque, ha chiarito che ad oggi non vi è alcuna "emergenza energetica" e che il percorso di superamento della dipendenza dal gas russo richiederà almeno 3 anni.

Questo "piano B" sarà la strada che verrà effettivamente battuta? E soprattutto, quale sarà l'accoglimento del fronte del "no" al rigassificatore?

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