Il naufragio davanti l'isola dei Conigli: 5 i cadaveri recuperati, sono tutti di donne

Due minorenni tunisini non sono riusciti a trovare, fra i 149 superstiti, mamma e papà. Li hanno cercati, facendosi aiutare dalla polizia, all'hotspot dove i sopravvissuti sono stati portati, ma i genitori non sono tra i sopravvissuti. La Procura ha aperto un'inchiesta

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Ore 13,30. Sono cinque, e non sette come era stato comunicato in un primo momento, i cadaveri recuperati fino ad ora dalla Guardia costiera e dalla Guardia di finanza dopo il naufragio avvenuto ieri sera. I corpi privi di vita - tutti di donne - sono stati recuperati tre in mare dalla motovedetta della Guardia costiera CP 324 e altri due sono stati ritrovati a terra - uno a Cala Galera - dai militari della Guardia di finanza. A Lampedusa, di fatto, si stanno vivendo ore drammatiche e di grande caos, ore complicate dalle avverse condizioni meteo. A coordinare anche le operazioni di recupero delle salme è il procuratore aggiunto Salvatore Vella.

Intanto, emergono sempre più dettagli sulle operazioni di soccorso di ieri sera: oltre a due soccorritori marittimi "Rescue Swimmer" - con personale altamente specializzato - nell'intento di salvare i naufraghi si è lanciato in mare anche il direttore di macchina della motovedetta Cp 305 della Guardia Costiera. Gli equipaggi rimasti a bordo, si sono prodigati invece con ogni mezzo disponibile lanciando in mare salvagenti, galleggianti, parabordi e qualsiasi altra cosa potesse permettere ai naufraghi di aggrapparsi e rimanere a galla. Tra i primi a essere soccorsi anche un ipovedente che, a causa della sua condizione, è stato subito issato a bordo dai soccorritori.

Ore 11.54. La mamma e il papà non ci sono. Fra i 149 superstiti, del naufragio verificatosi ieri sera, mamma e papà non ci sono fra i sopravvissuti. Lo hanno dovuto constatare due minorenni che, nella ricerca all'hotspot di contrada Imbriacola, si sono fatti aiutare dalla polizia. I due minorenni, sotto choc, sono tunisini. 

Ore 10.40. Sono saliti a 7 i cadaveri ritrovati fino ad ora, fra spiaggia e mare, dopo il naufragio di ieri sera ad un miglio dall'isola dei Conigli di Lampedusa. Tutto il personale della Guardia costiera e della Guardia di finanza di Lampedusa è mobilitato da ieri pomeriggio. Le ricerche sono meticolose e capillari e vengono effettuate tanto via mare quanto via terra. 

La Procura di Agrigento ha aperto un fascicolo d'inchiesta per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, naufragio e omicidio colposo plurimo. Già da ieri sera, il procuratore aggiunto Salvatore Vella sta seguendo sistematicamente l'evolversi del caso e ha gestito prima la complessa macchina dei soccorsi dei naufraghi e oggi quella del recuperi delle salme che sono, al momento, sette.

Stamani, erano due i cadaveri recuperati. Il primo, recuperato a Cala Galera dalla Guardia di finanza, è quello di una donna. Il secondo è stato trovato a pochi metri di distanza e ancora non è stato possibile accertare il sesso.

Le salme saranno portate a braccia sul ripido e scosceso sentiero di circa 4 chilometri che collega Cala Galera con la strada. Le condizioni del mare non consentono alle imbarcazioni della Guardia Costiera di avvicinarsi a riva.

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La polizia scientifica della Questura di Agrigento è già operativa per eseguire gli accertamenti  sui cadaveri, come è accaduto nel naufragio del 7 ottobre. Le operazioni sono coordinate dal procuratore aggiunto di Agrigento Salvatore Vella. 

Gli "angeli del mare", nella pomeriggio di ieri, hanno tratto in salvo 149 persone. I soccorritori hanno agito durante il mare in tempesta. Sul posto, scattato l'allarme, si sono precipitate le motovedette della Capitaneria di porto, la Guardia costiera e la Guardia di finanza. 

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