Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Il naufragio di Lampedusa, la testimonianza choc: "Ho visto le mie due sorelle scomparire in mare"

A raccontarlo a Medici senza frontiere è stata una donna dalla Costa d'Avorio di circa 40 anni. Fra i sopravvissuti, una madre disperata che continua a cercare la figlia quindicenne di cui non si hanno più notizie: dovrebbe essere fra i dispersi

L'hotspot di Lampedusa

"Ho visto le mie due sorelle scomparire in mare…" ha raccontato, a un operatore di Medici senza frontiere, una donna dalla Costa d'Avorio di circa 40 anni subito dopo il naufragio di ieri all'alba di un barcone con 63 migranti, nel tratto di mare fra Lampedusa e l'isolotto di Lampione. Finora sette le vittime accertate, tutte donne, prosegue la ricerca dei 10 dispersi.

"Volevo solo essere me stesso, per quello sono partito, ma per noi non c'è un'alternativa al mare, anche se sai che rischi di non farcela", ha aggiunto un uomo di 26 anni del Camerun. "C'era una ragazza sopravvissuta al naufragio che non parlava e teneva gli occhi chiusi, quasi volesse rifiutare il mondo attorno a sé. Solo quando le ho detto che eravamo lì per lei, che non era sola e che era in Italia, ha aperto gli occhi, si è illuminata per un momento ed è scoppiata a piangere. Forse aveva capito di essere finalmente arrivata in un luogo sicuro", racconta un operatore di Msf presente allo sbarco.

C'è anche una madre disperata, tra i sopravvissuti al naufragio di Lampedusa, che, ieri, praticamente per l’intera giornata, cercava – prima sulla motovedetta dei soccorritori, poi su molo Favarolo e infine in ogni angolo dell’hotspot di contrada Imbriacola - la figlia quindicenne di cui si sono perse le tracce dal momento della tragedia. Sembra che la ragazza non sia tra le sette vittime recuperate dalla Guardia costiera e dalla Guardia di finanza. La donna grida e piange alla ricerca della figlia che viaggiava con lei, verso quello che avrebbe dovuto essere l’Eldorado. Secondo gli inquirenti, la ragazza potrebbe essere tra i dispersi del naufragio: nove le persone di cui non si hanno più notizie, la maggior parte dei quali dovrebbero essere bambini. Non è escluso – ma ieri sera non c’erano ancora conferme istituzionali – che la donna possa, eventualmente, fare qualche riconoscimento fra i cadaveri delle giovani donne che hanno perso la vita. Anche se è stato prelevato il sangue per il tracciamento del Dna di tutte le vittime.

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