Venerdì, 19 Luglio 2024
La tragedia in mare / Lampedusa e Linosa

Migranti, bimbo nuore nel naufragio ma la madre lo credeva salvo: ha riconosciuto il cadavere nella camera mortuaria

La giovane ivoriana viaggiava con il figlio in braccio quando il barchino, partito da Sfax, si è inabissato. I superstiti sono 57 mentre altri 33 risultano dispersi. Due i corpi recuperati: il piccolo e una donna

Si chiama Miriam, ha 23 anni ed è ivoriana. Ha dovuto affrontare una prova terribile: è entrata nella camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana per effettuare il riconoscimento del cadavere del figlio, un bimbo di un anno e mezzo che è morto nel naufragio di uno dei

due barchini colati a picco sabato nel canale di Sicilia. Al momento sono due i cadaveri recuperati e tra questi c’è il piccolo, il figlio di Miriam. L’altra persona morta è una donna il cui marito si trova, al momento, all’hotspot di Lampedusa. Risultano al momento 33 dispersi mentre i superstiti sono 57.

Miriam, intanto, è straziata dal dolore. “E’ snella, piccola, sembra potersi spezzare da un momento all’altro”: viene descritta così da chi sta cercando di starle accanto in questo difficilissimo momento. La ragazza che ha perso il suo bambino non ha più lacrime, ha lo sguardo perso nel vuoto e non ha più forze. Viaggiava con il figlio in braccio su un barchino partito da Sfax in Tunisia quando il natante, all’improvviso, si è inabissato. Per ore, nel mare in tempesta, ha raccontato ai mediatori culturali e ai poliziotti della squadra mobile della Questura di Agrigento, ha continuato a tenere stretto il figlio. Poi non ce l'ha fatta più perché era stanca e sentiva freddo. Lo ha affidato ad un giovane connazionale che era in mare accanto a lei. Voleva salvarlo, cercava disperatamente di dargli la possibilità di sopravvivere. Miriam è stata tratta in salvo dai militari della Guardia costiera ed è finita a bordo di una delle due motovedette intervenute. Il connazionale invece è salito sull'altra unità di soccorso.

Soltanto ieri sera la donna ha saputo, con tutte le accortezze e il sostegno psicologico del caso, che suo figlio era morto. Fino ad allora aveva creduto che il bimbo ed il suo connazionale si trovassero in un'altra struttura o magari in ospedale. La donna è giunta a Lampedusa per prima. Il connazionale circa mezz’ora dopo. L'uomo aveva ancora in braccio il piccolo, ormai senza vita. Sui naufragi la procura di Agrigento, con il reggente Salvatore Vella, ha aperto un’inchiesta a carico di ignoti per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e morte quale conseguenza di altro reato. I superstiti sono stati sentiti dalla Squadra mobile della Questura di Agrigento.

Intanto sono 1.679 i migranti ospiti dell'hotspot di Lampedusa da dove sono già partiti in 570 con il traghetto di linea che sta viaggiando verso Porto Empedocle. Su disposizione della Prefettura di Agrigento, la polizia, in serata, scorterà prima altri 180 migranti che verranno trasferiti con volo charter per Bologna e poi altri 160 che verranno imbarcati sul traghetto di linea della sera. In totale, oggi, saranno complessivamente 910 i migranti che lasceranno l'isola.

(Aggiornato alle 13:45)

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