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Superstiti del naufragio 3 ottobre 2013 al cimitero di Lampedusa: hanno portato fiori sulle tombe dei loro compagni annegati

I giovani si sono soffermati soprattutto davanti a foto e croci di neonati o bambini piccoli, tumulati nel camposanto di Cala Pisana

Alcuni dei naufraghi del 3 ottobre 2013, ieri, sono stati al cimitero di Lampedusa dove hanno portato dei fiori ai loro "fratelli" che hanno perso la vita nel tentativo di arrivare in Europa. Ad accompagnarli il presidente del comitato 3 ottobre, Tareke Brhane. All'indomani delle commemorazioni, fra piazza Castello, Porta d'Europa e le acque antistanti a Lampedusa, nel punto esatto in cui naufragò il barcone che provocò la morte di 368 persone, alcuni dei naufraghi hanno scelto, in silenzio, e lontano dalle luci della ribalta giornalistica, di andare a pregare sulle tombe di coloro che, in fuga dall'Africa, non sono mai arrivati a Lampedusa.

I trentenni eritrei, salvati da Vito Fiorino con la sua imbarcazione "Gamar", abitano tutti in Svezia e sanno di essere fortunati. I giovani naufraghi si sono soffermati soprattutto davanti a foto e croci di neonati o bambini piccoli, tumulati al cimitero di Cala Pisana. 

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