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foto archivio

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Perseguita l'ex moglie costringendola a fuggire, suoceri confermano le accuse in aula

Imputato un 55enne che, nel 2016, fu sottoposto al divieto di avvicinamento alla donna: la vittima sarebbe stata obbligata pure a restare in casa senza luce oppure le sarebbe stato impedito di rientrare nella propria abitazione perchè il cancello era stato chiuso con dei lucchetti

Pedinamenti e appostamenti per ore, con la finalità di intimidire l'ex moglie e, probabilmente, di farla fuggire dalla propria abitazione. Per farlo l'avrebbe molestata e minacciata, facendosi trovare davanti alla casa che il tribunale aveva assegnato alla donna in fase di separazione, restando seduto per ore per attendere il suo passaggio oppure ostruendo l'ingresso con la propria auto.

Cinque anni dopo il provvedimento cautelare, che imponeva all'uomo il divieto di avvicinarsi a meno di 500 metri dalla vittima, la vicenda è approdata in aula per il processo che si sta celebrando davanti al giudice monocratico Agata Anna Genna.

P.M., 55 anni, è accusato di stalking, minaccia, danneggiamento, violazione di domicilio e mancata esecuzione dolosa di provvedimento del giudice. L'ex moglie, dalle cui denunce è partita l'inchiesta, si è costituita parte civile con l'assistenza dell'avvocato Gianfranco Pilato. Nell'ultima udienza sono stati ascoltati gli ex suoceri dell'imputato, che ha nominato come difensore l'avvocato Diego Giarratana, che hanno confermato le accuse contenute nelle denunce. La donna, a causa delle persecuzioni, sarebbe stata costretta a fuggire da quella casa e trovare riparo altrove.

Il cinquantenne, per impedire alla donna di entrare all'interno dell'abitazione, avrebbe persino apposto dei lucchetti al cancello esterno e alla porta di ingresso. In altre circostanze, sempre secondo l'ipotesi accusatoria, avrebbe danneggiato il contatore dell'energia elettrica staccandone i fili e lasciando la casa al buio e senza corrente rendendo pure complicata la riparazione del contatore su cui erano stati apposti dei lucchetti.

E poi ancora si sarebbe spinto al punto di introdursi, a insaputa della donna, nella sua abitazione per irrorare il terreno di diserbante e pesticidi che resero l'aria irrespirabile.

Le condotte persecutorie non si sarebbero interrotte neppure dopo l'intervento bonario dei carabinieri. Dopo le quattro querele dell'ex moglie e la misura cautelare, la vicenda è approdata in aula per il dibattimento. Si torna in aula il 27 aprile per interrogare l'imputato. 

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