Cronaca

"Pressioni a ditta dei rifiuti per stipulare contratto di vigilanza", chiesta condanna per ex assessore

Il pubblico ministero Chiara Bisso propone tre anni di reclusione per Francesco Lisinicchia, arrestato poco più di un anno fa dopo la denuncia dell'imprenditore

Nel riquadro Francesco Lisinicchia

Tre anni di reclusione per l’ex assessore del Comune di Naro, Francesco Lisinicchia, accusato di avere fatto pressioni su un imprenditore per costringerlo a stipulare un contratto per un servizio di vigilanza con la società di cui l’allora componente della giunta era dipendente con mansioni dirigenziali.

Sono stati chiesti dal pubblico ministero Chiara Bisso a conclusione della requisitoria. La pena, senza la riduzione di un terzo prevista dal rito, sarebbe di 4 anni e mezzo. Lisinicchia è “accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità”.

In particolare avrebbe minacciato l'imprenditore Giuseppe Romano, che aveva in appalto un servizio di nettezza urbana in paese, in maniera velata ma neppure troppo, per costringerlo a stipulare il contratto di guardania facendogli presente che avrebbe rischiato grosso se avesse tenuto i mastelli per strada e millantando anche amicizie mafiose che gli avrebbero garantito protezione se si fosse prestato ad assecondare la sua richiesta. 

Dopo la requisitoria, il gup Stefano Zammuto ha rinviato l'udienza al 9 giugno per l'arringa dei difensori, gli avvocati Diego Giarratana e Antonio Panico. Lisinicchia, il primo dicembre del 2018, finì agli arresti domiciliari dopo che l'imprenditore lo aveva denunciato ed erano state attivate le intercettazioni. 

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