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Lunedì, 4 Marzo 2024
Corte di assise di appello / Naro

"Uccisero bracciante a colpi di zappa dopo lite per lo specchietto rotto", quarto processo per padre e figlio

Nuovo giudizio per valutare la sussistenza di due aggravanti e, quindi, calcolare la pena per due uomini - padre e figlio - accusati di avere ammazzato il 37enne Costantin Pinau

Al via nuovo processo in appello per Vasile Lupascu, 47 anni, e il figlio Vladut Vasile, 22 anni, accusati - insieme ad Anisoara Lupascu, 42 anni, moglie e madre degli altri due imputati - del brutale  omicidio a colpi di zappa e bastone dell’agricoltore trentasettenne Costantin Pinau, ucciso l'8 luglio del 2018 davanti alla sua abitazione a Naro.

La prima sezione della Corte di Cassazione, accogliendo in parte i ricorsi degli avvocati Giuseppe Barba e Diego Giarattana, aveva annullato le condanne inflitte in primo e in secondo grado a marito, moglie e figlio accusati anche del tentato omicidio della moglie di Costantin.

I due uomini erano stati condannati a 30 anni di reclusione nello stralcio abbreviato. Alla donna, che aveva scelto il rito ordinario, era stata inflitta una condanna a 22 anni di reclusione. Entrambi i verdetti sono stati poi annullati (con rinvio) dalla Cassazione. Si assisterà, in sostanza, ad un processo-bis davanti ad un’altra sezione della Corte di Assise di appello di Palermo e, in particolare, si dovrà valutare la sussistenza delle doppie aggravanti inizialmente riconosciute: la premeditazione dell’omicidio e "dell’aver approfittato di circostanze di tempo e di luogo tali da ostacolare la pubblica o privata difesa". Il processo a carico dei due uomini è stato, però, subito rinviato al 10 novembre per acquisire le motivazioni del processo parallelo ad Anisoara Lupascu. 

L'agguato, a colpi di zappa e spranga, avvenne mentre Costantin, insieme alla moglie, rimasta ferita nel tentativo di difendere il marito, e al figlio stava rientrando a casa dopo un battesimo. L'omicidio, come accertato dai numerosi testimoni sentiti al processo, fu preceduto da continui litigi e aggressioni reciproche fino alla rottura di uno specchietto da parte di Pinau all'auto di Vasile Vladut Lupascu. 

I tre imputati sono stati condannati a risarcire la vedova e i familiari della vittima che si costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Francesco Scopelliti, Vito Cangemi e Diego Giarratana. 

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