"Massacrato a colpi di zappa e bastone sotto casa", 40enne condannata a 22 anni

Anisoara Lupascu giudicata colpevole dell'omicidio del bracciante 37enne Costantin Pinau, l'accusa di tentato omicidio ai danni della moglie è stata riqualificata in lesioni aggravate: risarcimenti per la vedova e i figli

Il luogo dell'omicidio

Armata di zappa, spranga di ferro e coltello, insieme al marito e al figlio, andò a vendicare l'ultimo affronto subito: la rottura dello specchietto dell'auto. A distanza di quasi due anni da quell'8 luglio del 2018, l'unica donna imputata nello stralcio del dibattimento è stata condannata. 

La Corte di assise di Agrigento presieduta da Alfonso Malato, con a latere Alessandro Quattrocchi, ha inflitto 22 anni di reclusione ad Anisoara Lupascu, 40 anni, accusata dell'omicidio del bracciante 37enne Constantin Pinau insieme al marito Vasile Lupascu, 46 anni, e al loro figlio Vasile Vladut Lupascu, 21 anni, condannati a 30 anni nel troncone abbreviato: i giudici, come già era accaduto per i due uomini coinvolti nella vicenda, hanno riqualificato da tentato omicidio a lesioni l'accusa in relazione all'aggressione ai danni della moglie di Constantin. Resta in piedi l'aggravante della premeditazione ma non quelle dei futili motivi e della minorata difesa. Sono state, inoltre, concesse le attenuanti generiche.

L'agguato, a colpi di zappa e spranga, sarebbe avvenuto mentre Costantin, insieme alla moglie, rimasta pure ferita nel tentativo di difendere il marito, e al figlio, stava rientrando a casa dopo un battesimo. L'omicidio, come accertato dai numerosi testimoni sentiti al processo, fu preceduto da continui litigi e aggressioni reciproche fino alla rottura di uno specchietto da parte di Pinau all'auto di Vasile Vladut Lupascu. "La donna non ha partecipato all'agguato - aveva detto il difensore, l'avvocato Diego Giarratana -, è arrivata dopo perchè le avevano detto che suo figlio era stato ucciso da Pinau". 

Il pm Emiliana Busto, chiedendo il riconoscimento delle attenuanti ma non la derubricazione in tentato omicidio, aveva proposto la condanna a 25 anni. 

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La donna dovrà pure risarcire la vedova e i figli di Constantin Pinau che si cono costituiti parte civile con l'assistenza degli avvocati Giovanni Salvaggio e Francesco Scopelliti. Decisa anche una provvisionale (anticipo del risarcimento, subito esecutivo) di 50.000 euro ciascuno. Risarcimento unico di 10.000 euro, invece, per un amico di Pinau che intervenne in difesa della coppia di amici, dopo la prima aggressione, e che sarebbe stato bastonato dalla donna tornata indietro sul luogo dell'agguato, forse, per prendere il telefono che le era caduto.

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