Bracciante agricolo ucciso a colpi di zappa e bastone, via libera alla requisitoria del pm

La Corte rigetta la richiesta di sentire l'ultimo teste: una donna che avvisò i carabinieri dopo avere assistito all'aggressione. Spazio alle conclusioni delle parti

Costantin Pinau

Il difensore dell'imputata, l'avvocato Diego Giarratana, aveva chiesto di sentire la donna che, quella sera, chiamò i carabinieri chiedendogli di intervenire "per una violenta lite".

L'individuazione è avvenuta tardivamente e, secondo il legale, avrebbe potuto chiarire meglio la brutale aggressione, a colpi di zappa e bastone, che è costata la vita al bracciante agricolo trentasettenne Costantin Pinau, massacrato davanti alla sua abitazione di Naro l'8 luglio del 2018. La Corte di assise presieduta da Alfonso Malato ha rigettato la richiesta: venerdì si torna in aula per la requisitoria del pm Emiliana Busto e le arringhe dei difensori di parte civile, gli avvocati Francesco Scopelliti e Giovanni Salvaggio.

Il processo è quello in cui l'unica imputata è Anisoara Lupascu, 39 anni, accusata dell'omicidio insieme al marito Vasile Lupascu, 45 anni, e al loro figlio Vladut Vasile Lupascu, 20 anni, condannati a 30 anni nel troncone abbreviato.

Il 29 giugno, invece, è in programma l'appello per i due uomini coinvolti nella vicenda che, in primo grado, hanno ottenuto la riqualificazione dell'accusa di tentato omicidio ai danni della moglie di Pinau in lesioni. All'origine dell'omicidio vi sarebbe una lunga serie di contrasti e aggressioni reciproche.

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