"Sono scesi dall'auto e hanno massacrato mio marito con una zappa", racconto choc in aula

Elena Pinau, moglie dell’agricoltore Pinau Costantin, ucciso sotto casa, ha descritto l’aggressione nella quale anche lei restò ferita

“Siamo arrivati davanti casa e sono scesi dall’auto, c’era tutta la famiglia. Vasile aveva una zappa e in mano e ha iniziato a colpire mio marito. Lo hanno massacrato, mi sono messa in mezzo per tentare di difenderlo e ha picchiato pure me. Poi quando lo hanno ucciso, Vladut ha sputato a mio figlio che era nella culla ed è andato via con i suoi genitori”.

Elena Pinau, moglie dell’agricoltore Pinau Costantin, massacrato a colpi di zappa l’8 luglio scorso, sotto casa, a Naro, ha raccontato in aula l’aggressione mortale di cui è rimasto vittima il marito e lei stessa restò ferita. Il processo è in corso davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato. La donna ha raccontato in lacrime l’efferato omicidio, venendo più volte tranquillizzata dai giudici.

Bracciante ucciso da un'intera famiglia, il racconto di due carabinieri

“È successo all’improvviso - ha detto – e non ho fatto neppure in tempo a vederli. Sono scesi dall’auto, mentre rientravamo a casa, e hanno iniziato a picchiarci”. L’unica imputata di questo troncone è Anisoara Lupascu, 39 anni, accusata insieme al marito Vasile Lupascu, 44 anni, e al loro figlio Vladut Vasile Lupascu, 19 anni, di avere ucciso, lo scorso 8 luglio, a Naro, l’agricoltore Pinau Constantin, 37 anni, massacrato a colpi di zappa e bastone. L’intera famiglia, per un contrasto mai messo del tutto a fuoco, si sarebbe appostata vicino l'abitazione di Pinau Constantin, aggredendolo a colpi di zappa e uccidendolo.

“Vasile – ha detto rispondendo al pubblico ministero Antonella Pandolfi - ha dato un colpo di zappa a mio marito, ha iniziato a picchiarlo sulle gambe. Accanto a lui c’erano la moglie e il figlio che ci insultavano. La donna mi ha colpito con dei ceffoni. Ho cercato di difendere mio marito e ho ricevuto un colpo di zappa sul braccio”.

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L’episodio, però, come sottolineato dal difensore dell’imputata, l’avvocato Diego Giarratana, la donna non lo aveva mai raccontato ai carabinieri. La donna, costituita parte civile insieme ad altri familiari con l’assistenza degli avvocati Francesco Scopelliti e Giovanni Salvaggio, ha raccontato dei pregressi contrasti, per motivi banali e neppure del tutto chiari, fra i due nuclei familiari che, peraltro, sono legati da una lontana parentela. 

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