"Ucciso a colpi di zappa e bastone dopo molte liti familiari", chiesta condanna a 25 anni

Il pm fa cadere le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi per la quarantenne Anisoara Lupascu

Constantin Lupascu

Venticinque anni di reclusione per le accuse di omicidio e tentato omicidio: il pubblico ministero Emiliana Busto ritiene che le due aggravanti della premeditazione e dei futili motivi siano insussistenti: la circostanza evita la richiesta di condanna dell'ergastolo. Il processo, davanti alla Corte di assise presieduta da Alfonso Malato con a latere Alessandro Quattrocchi, è quello per l'omicidio del bracciante agricolo trentasettenne Pinau Constantin, massacrato a colpi di zappa e bastone davanti alla sua abitazione di Naro l'8 luglio del 2018.

In questo stralcio del processo l'unica imputata è Anisoara Lupascu, 40 anni, accusata dell'omicidio insieme al marito Vasile Lupascu, 45 anni, e al loro figlio Vladut Vasile Lupascu, 20 anni, condannati a 30 anni nel troncone abbreviato: il giudice, ha riqualificato da tentato omicidio a lesioni l'accusa per entrambi in relazione all'aggressione ai danni della moglie di Constantin. L'agguato sarebbe avvenuto mentre Costantin, insieme alla moglie, rimasta pure ferita nel tentativo di difendere il marito, e al figlio, stava rientrando a casa dopo un battesimo. L'omicidio, come accertato dai numerosi testimoni sentiti al processo, fu preceduto da continui litigi e aggressioni reciproche. 

Dopo la requisitoria del pm hanno illustrato le loro arringhe gli avvocati di parte civile Giovanni Salvaggio, Francesco Scopelliti e Giuseppe Riso. Il 19 giugno toccherà al difensore dell'imputata, l'avvocato Diego Giarratana. Sette giorni più tardi, dopo le eventuali repliche delle parti, la Corte si ritirerà in camera di consiglio ed emetterà la sentenza. 

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