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Cronaca Naro

Il disabile incatenato al letto, via libera al giudizio abbreviato per gli zii

I due imputati, tutori del ragazzo, gli avrebbero pure sottratto 65mila euro trasferendoli sul loro conto

Giudizio abbreviato per i coniugi di Naro, arrestati il 25 ottobre del 2019 con l'accusa di avere segregato in casa il nipote disabile di 33 anni, legandolo al letto con una catena alla caviglia. La richiesta di rito alternativo era stata formulata, all'udienza precedente, davanti al gup Alessandra Vella, dai difensori dei due imputati, gli avvocati Teresa Alba Raguccia e Mauro Tirnetta.

Il giudice l'ha ammessa accogliendo anche la richiesta di produrre alcuni documenti e ascoltare in aula gli imputati. Audizione che è stata programmata per il 19 maggio.

Il pubblico ministero Gloria Andreoli, in un secondo momento, dopo l'arresto per l'accusa di maltrattamenti, li ha iscritti nel registro degli indagati anche con le accuse di peculato, falso e circonvenzione di persone incapaci. I due tutori, attualmente sottoposti all'obbligo di dimora a Canicattì, secondo quanto avrebbero accertato gli sviluppi dell'indagine, si sarebbero appropriati di circa 65 mila euro del ragazzo, trasferendoli sul loro conto e destinandoli "a spese personali".

Il loro arresto è scattato al termine di un blitz dei carabinieri, che avevano avviato un'indagine sulla base di un esposto anonimo. Le intercettazioni avrebbero provato insulti, percosse e segregazioni. Il ragazzo, intanto, si è costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Francesco Gibilaro e potrà ottenere il risarcimento in caso di condanna degli imputati.

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