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Venerdì, 12 Agosto 2022
L'inchiesta / Naro

Incendiati anche i campi di lenticchie di coop antimafia: è la seconda intimidazione in pochi giorni

Il sindaco Maria Grazia Brandara: "Chiedo alla società sana di questo comprensorio di schierarsi e scendere in strada, per dimostrare che la cooperativa non è sola. Non sono affatto soli!”

Prima l’incendio – doloso – di dieci ettari di terreno coltivati a grano. Poi, appena pochi giorni dopo, le fiamme – verosimilmente della stessa, identica, matrice – hanno incenerito i campi coltivati a lenticchie. Non c’è pace per la cooperativa “Le terre di Rosario Livatino – Libera terra” a cui sono stati affidati i fondi agricoli, di contrada Gibbesi a Naro, confiscati alla mafia. Sgomenta e adirata Maria Grazia Brandara, sindaco di Naro, che ha lanciato un accorato appello: “Chiedo alla società sana di questo comprensorio di schierarsi e scendere in strada, per dimostrare che la cooperativa non è sola. Non sono affatto soli!”.

Grano coltivato su terreni confiscati alla mafia, 10 ettari in fumo: 10 mila euro il danno

Le fiamme che hanno devastato i campi di lenticchie sono state domate dai vigili del fuoco. Dell’attività investigativa, che inevitabilmente non può che essere associata a quella precedente sul rogo dei campi di grano, si stanno occupando i carabinieri della stazione di Naro, coordinati dal comando compagnia di Licata. La denuncia, a carico di ignoti, a quanto pare, è stata formalizzata nella mattinata di ieri, dopo un sopralluogo mirato effettuato – anche per stabilire l’ammontare dei danni subiti – in contrada Gibbesi. Il rogo che ha incenerito i dieci ettari coltivati a grano ha provocato, alla cooperativa, un danno di 10 mila euro, coperto, per fortuna, da polizza assicurativa. Ma sulle coltivazioni di lenticchie non c’era nessuna assicurazione. Quanto, a livello economico, sia andato in fumo, ieri, non filtrava.

Ancora una volta, inevitabilmente, è stata subito avvisata la Procura della Repubblica di Agrigento. Quello che sta accadendo, negli ultimi giorni, in contrada Gibbesi è, purtroppo, una storia che si ripete. Anche due anni fa, nello stesso identico periodo, un altro misterioso incendio mandò in fumo – provocando allora un danno economico di ben 15 mila euro - le coltivazioni di grano e foraggi su 40 ettari di terreno confiscati alla mafia e gestiti appunto dalla cooperativa sociale “Rosario Livatino – Libere Terre”. Il sindaco di Naro Maria Grazia Brandara, appresa la notizia dell’incendio dei campi di lenticchie, è stata chiara, anzi categorica: “Ho intenzione di organizzare una marcia o un sit-in, coinvolgendo tutta la parte sana del comprensorio. Occorre dimostrare che la cooperativa non è sola, occorre far vedere chiaramente che la nostra realtà si oppone ad attacchi, minacce e ‘inviti a desistere’. Lancio un appello, e lo faccio con il cuore, affinché i miei concittadini sposino l’idea di scendere in strada e schierarsi concretamente. Non si può certamente continuare in questo modo!”. 

Alla cooperativa, negli anni addietro, è stato affidato il bene, confiscato alla mafia, di contrada Robadao e successivamente quello di contrada Gibbesi. Adesso, come due anni addietro, spetterà ai carabinieri provare a fare chiarezza e ad identificare, laddove possibile, i piromani o il piromane. E’ certo, però, purtroppo, che l’area di contrada Gibbesi non è coperta da impianti di videosorveglianza.

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