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I funerali nella chiesa di Sant'Agostino a Naro

I funerali nella chiesa di Sant'Agostino a Naro

L'incidente mortale alla diga Furore, il monito durante i funerali: "La vita e la dignità di ogni lavoratore vanno protetti"

La chiesa di Sant'Agostino era piena in ogni ordine e grado di posti. C'era Naro e c'era anche Favara. A migliaia coloro che hanno voluto stringersi attorno al dolore e alla disperazione dei familiari di Francesco Gallo e Gaetano Cammilleri

"E' necessario che la vita e la dignità di ogni lavoratore deve essere sempre attentamente protetta. Anche se dovesse arrivare la risposta a questo bisogno di giustizia, rimane un grande vuoto per la morte di questi nostri fratelli. Cosa può dirci oggi la fede che assieme cerchiamo di professare in questa celebrazione eucaristica? Da credente, prima ancora che da sacerdote, penso che la fede più che darci una risposta ci autorizzi a sollevare tante domande: perché? Come è potuto succedere? Perché proprio a loro? Perché mentre stavano lavorando? Quanti interrogativi e quanti dubbi! Non riceveremo una risposta completa, ma sapere che possiamo rivolgerci a Dio ci permette di avere la certezza che possiamo aggrapparci a lui. Possiamo invocarlo in questo momento. Possiamo gridare a lui il nostro dolore perché siamo certi che lui lo ascolterà, lo custodirà e starà dalla nostra parte". Sono queste le parole pronunciate padre Melchiorre Vutera - durante l'omelia dei funerali di Francesco Gallo, 61 anni di Naro, e Gaetano Cammilleri, 56 anni, di Favara - nella chiesa di Sant'Agostino a Naro.

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La chiesa di Sant'Agostino era piena in ogni ordine e grado di posti. Tantissime le persone rimaste, perché non c'era più posto all'interno, nel piazzale antistante. C'era Naro e c'era anche Favara.

IL VIDEO. Dolore e commozione ai funerali di Francesco e Gaetano

A migliaia coloro che hanno voluto stringersi attorno al dolore e alla disperazione dei familiari di Francesco Gallo e Gaetano Cammilleri che hanno tragicamente perso la vita - lunedì mattina - durante quella che avrebbe dovuto essere una ordinaria giornata di lavoro. 

"Nella preghiera sperimentiamo che lui (Dio ndr.) non è spettatore inerme delle nostra sofferenza, ma in questo momento è con noi, riempie il suo cuore con le nostre lacrime, nell'attesa che anche il nostro cuore si faccia consolare dalle sue lacrime di passione per noi - ha aggiunto padre Melchiorre Vutera, durante l'omelia, - . In questo modo le famiglie di questi nostri fratelli sperimenteranno di non essere soli. Non è facile, ma questa debole fede ci permetterà di aprire un piccolo varco alla speranza, quella che serve per andare avanti, per continuare a lottare con dignità. 'Padre nelle tue mani consegno la mia vita'. Le parole di Gesù sulla croce suonano come un abbandono totale, in quel momento incomprensibile e duro da accettare. Quanto è difficile abbandonarsi a Dio quando non ci capiamo più nulla dalla vita? Quanta resistenza facciamo tutti a riconoscere che ci sono eventi che ci superano e non capiremo mai fino in fondo. Abbandonarsi a Dio e Gesù ce lo insegna non è segno di debolezza, ma di grande fortezza".

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