Cronaca

Discarica abusiva nei terreni confiscati alla mafia? Assolti segretario consorzio e proprietari

Secondo il giudice nessuno dei quattro imputati "ha commesso il fatto". Materiali di risulta, eternit e pneumatici usati erano stati gettati in un'area abbandonata

Assoluzione per non avere commesso il fatto. Il giudice monocratico Giuseppe Sciarrotta proscioglie quattro imputati dall'accusa di avere realizzato e gestito una discarica di rifiuti non autorizzati di vario genere in contrada Robadao, a Naro.

Si tratta di Calogera Schembri, 86 anni; Calogero Schembri, 89 anni; Vincenza Schembri, 80 anni e Domenico Tuttolomondo, 67 anni. Il processo a carico dei quattro imputati - che sono stati difesi dagli avvocati Anna Barragato, Leonardo Marino e Alessandro Rampello - scaturiva da un controllo, eseguito dalla Guardia di Finanza in seguito a una segnalazione, il 19 dicembre del 2015.

In due particelle di terreni erano stati trovati rifiuti di ogni tipo, ovvero materiali di risulta, eternit e pneumatici usati. Una delle due era di proprietà degli Schembri e l'altra, di proprietà del Comune, era stata confiscata alla mafia e affidata alla cooperativa "Rosario Livatino - Libera Terra". La Procura, alla luce di questo, ritenne di mandare a processo Tuttolomondo che, all'epoca, era il segretario del consorzio per la legalità e lo sviluppo che aveva disciplinato con un bando la gestione dei terreni.

"Era di tutta evidenza completamente estraneo" - scrive adesso il giudice nella motivazione contestuale del verdetto. Assolti anche - come chiesto dal pm Margherita Licata - gli altri tre anziani, i quali, secondo quanto emerso dall'istruttoria, da circa 30 anni avevano abbandonato il terreno. 

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