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Il momento della "liberazione" del disabile

Il momento della "liberazione" del disabile

"Tenevano il nipote disabile incatenato al letto", giudizio abbreviato per i due tutori

Al 33enne, liberato dai carabinieri dopo una vera e propria irruzione, sarebbero stati pure sottratti beni per circa 65mila euro

Giudizio abbreviato per i coniugi di Naro, arrestati il 25 ottobre del 2019 con l'accusa di avere segregato in casa il nipote disabile di 33 anni, legandolo al letto con una catena alla caviglia. La richiesta di rito alternativo è stata formulata, all'udienza preliminare davanti al gup Alessandra Vella, dai difensori dei due imputati, gli avvocati Teresa Alba Raguccia e Mauro Tirnetta.

Il pubblico ministero Gloria Andreoli, in un secondo momento, dopo l'arresto per l'accusa di maltrattamenti, li ha iscritti nel registro degli indagati anche con le accuse di peculato, falso e circonvenzione di persone incapaci.

I due tutori, attualmente sottoposti all'obbligo di dimora a Canicattì, secondo quanto avrebbero accertato gli sviluppi dell'indagine, si sarebbero appropriati di circa 65 mila euro del ragazzo, trasferendoli sul loro conto e destinandoli "a spese personali". Il loro arresto è scattato al termine di un blitz dei carabinieri, che avevano avviato un'indagine sulla base di un esposto anonimo. Le intercettazioni avrebbero provato insulti, percosse e segregazioni. Il ragazzo, intanto, si è costituito parte civile con l'assistenza dell'avvocato Francesco Gibilaro.
 

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