Cronaca Naro

"Picchiarono il nipote disabile, lo incatenarono al letto e gli sottrassero 65mila euro", chieste due condanne

Il pubblico ministero Gloria Andreoli ha proposto 10 anni di reclusione per la donna, 9 per il marito. I due imputati hanno ammesso gran parte dei fatti

Dieci anni di reclusione per la zia, uno in meno per lo zio: il pubblico ministero Gloria Andreoli ha chiesto la condanna dei coniugi di Naro, finiti a processo con l'accusa di avere segregato in casa il nipote disabile di 33 anni, legandolo al letto con una catena alla caviglia.

I due imputati - difesi dagli avvocati Teresa Alba Raguccia e Mauro Tirnetta - sono stati arrestati il 26 ottobre del 2019, dopo un blitz dei carabinieri, avvisati con una lettera anonima, che hanno liberato il ragazzo. Il trentenne, secondo quanto ipotizzato, sarebbe stato ripetutamente percosso e umiliato dagli zii tutori. Accuse che gli stessi imputati hanno ammesso in aula provando a giustificarsi. "Le sue condizioni psichiatriche si erano aggravate - hanno detto all'udienza precedente - ed era diventato impossibile gestirlo. Abbiamo anche chiesto aiuto ai servizi sociali ma non abbiamo avuto alcuna risposta".

Alle accuse di maltrattamenti e sequestro di persona, per le quali sono stati arrestati, il pubblico ministero Gloria Andreoli ne ha aggiunta un'altra in un secondo momento, ovvero quella di peculato. I due tutori secondo quanto avrebbero accertato gli sviluppi dell'indagine, si sarebbero appropriati di circa 65 mila euro del ragazzo, trasferendoli sul loro conto e destinandoli "a spese personali".

Sul punto i due imputati hanno provato a dare delle giustificazioni dicendo che il ragazzo spendeva oltre 300 euro al mese di sigarette e che, oltre che per questo, i calcoli dei presunti ammanchi contestati andrebbero rivisti alla luce del fatto che gli avevano acquistato un'auto, un cellulare, un pc e dei vestiti.

"Per 4 anni, peraltro - è stata la loro giustificazione - abbiamo provveduto a tutte le sue esigenze. Il sussidio di 290 euro al mese gli è stato concesso solo in un secondo momento". 

Dopo la requisitoria del pm, che ha chiesto la condanna ritenendo che gli imputati non debbano beneficiare delle attenuanti generiche, l'avvocato di parte civile Diego Guadagnino, che assiste il ragazzo, si è associato alle conclusioni del pm sollecitando pure un risarcimento del danno. 

I difensori illustreranno le loro arringhe il 27 ottobre. 

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