"Il rumore era prodotto dai clienti", archiviato procedimento contro locale della movida

Il Libero consorzio: "Dai rilievi tecnici dell'Arpa nessuna responsabilità può essere addebitata ai titolari"

(foto ARCHIVIO)

Era stato sanzionato dalla polizia municipale perché gli era stato contestato il superamento dei limiti previsti di emissioni sonore. Adesso però il procedimento, aperto nel lontano 2015 a carico di un commerciante agrigentino, titolare di un locale nella zona della "movida" del centro città, è stato definitivamente archiviato.

A firmare il provvedimento è stato il Libero consorzio di Agrigento, al quale erano arrivati gli incartamenti dal Municipio dopo che gli agenti, nell'aprile del 2015, avevano effettuato insieme agli operatori dell'Arpa dei rilievi fonometrici che hanno rilevato un superamento delle soglie di rumore previste. Rumore che "immesso in ambiente abitativo, non è accettabile per il superamento del limite differenziale notturno" e che era prodotto, si rilevò già all'epoca, "dagli avventori del locale che si accalcano di fronte al locale stesso e nella vicina via".

Accusa che il locale ha respinto, evidenziando appunto che "i rumori sono stati provocati dai presunti avventori presenti all'esterno del locale ossia nella piazza adiacente e non da una fonte acustica situata all'interno del locale medesimo" e quindi, di fatto, non aveva alcuna responsabilità specifica.

Una linea difensiva che è stata accolta dal Libero consorzio, secondo il quale "appaiono giuridicamente fondate e degne di accoglimento in quanto dal verbale di accesso eseguito dai tecnici dell'Arpa si rileva espressamente che il rumore principale è dovuto ai clienti che sostano fuori dal locale e quindi, nessuna responsabilità può essere addebitata al locale".

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