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Movida, cambiano le regole: in settimana locali chiusi entro le due

Il Comune interviene così nella "guerra" tra residenti e titolari di attività di chioschi, discoteche e bar

Il Comune di Agrigento tenta di riportare la “pace” nella costante “guerra” tra locali notturni e residenti delle zone più “turistiche” e “vitaiole” della città.

L’ente, infatti, ha disposto un’ordinanza che varrà dal 5 luglio al 15 settembre e che imporrà rigidi orari di chiusura per tutte quelle attività che possono – in modo più o meno indiretto – arrecare disturbo alla quiete pubblica.

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Lo scopo del provvedimento, dice il Municipio, è individuare un “opportuno equilibrio tra contrapposti interessi di frequentatori e residenti mediante una ridefinizione degli orari di chiusura dei locali pubblici e della disciplina in materia di impatto acustico”. Questo partendo, dice ancora l’atto, dalle “numerose segnalazioni di cittadini residenti nelle adiacenze dei locali pubblici che reclamano condizioni di vivibilità sia riguardo il decoro urbano che al rispetto dei limiti delle emissioni sonore”. Gli stessi cittadini, a volte costituiti in comitati spontanei denunciano inoltre “l’accentuarsi delle condotte incivili incidono sulla sicurezza ed il decoro urbano”.

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Le nuove regole sono abbastanza semplici: le strutture che hanno un impatto acustico esterno o che inducono “stazionamenti della propria clientela”, ad eccezione dei chioschi che hanno però adottato “adeguati piani di contenimento delle emissioni sonore” dovranno chiudere alle 2 di notte da domenica a giovedì, mentre alle 3 di notte venerdì, sabato e prefestivi. Stessi orari per sale da ballo e discoteche. Fuori dalle limitazioni orarie sono gli esercizi pubblici senza impatto esterno o insonorizzati, mentre dovranno rispettare i limiti pizzerie da asporto, pasticcerie e gelaterie.

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Rigido l’ente rispetto alla possibilità di ottenere delle deroghe agli orari di chiusura: non possono ottenerle coloro che risultano destinatari di accertamenti di violazioni amministrative o procedimenti sanzionatori in materia commerciale, o per le violazioni alle emissioni sonore o delle norme del regolamento nei sei mesi antecedenti. Allo stesso modo sono esclusi tutti coloro che sono stati anche solo “oggetto di reclami scritti pervenuti alle autorità competenti” da parte dei cittadini.

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