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Martedì, 28 Maggio 2024
L'appello / Lampedusa e Linosa

Motovedetta libica spara contro la Mare Jonio che soccorre i migranti, Bartolo: “Italia e Ue intervengano per garantire diritti umani”

A bordo della nave, dopo i colpi di arma da fuoco, si è creato il panico. Diverse persone sono finite in acqua

Una motovedetta della guardia costiera libica ha aperto il fuoco contro la nave Mare Jonio che stava soccorrendo alcuni migranti. Un atto di violenza che ha creato il panico a bordo e che ha provocato la caduta in acqua di diverse persone. Il team della Mare Jonio sta recuperando e proteggendo i naufraghi.

Il gesto è stato duramente condannato dall’eurodeputato Pietro Bartolo che è stato dirigente medico del poliambulatorio di Lampedusa. “Il governo italiano e l'Ue - ha detto - intervengano per ripristinare la salvaguardia dei diritti umani di chi chiede aiuto in mare prima di dover piangere ancora morti e non solo tra i migranti. Ma anche tra chi presta soccorso nel Mediterraneo. Da europarlamentare e da garante della Mare Jonio chiederò che il caso sia discusso con urgenza in Parlamento e che vengano prese misure per impedire il ripetersi di episodi come questo".

"I miliziani libici - raccontano intanto dalla ong - hanno sparato colpi d'arma da fuoco in acqua e in aria creando il panico e provocando la caduta in acqua di diverse persone. Il team della Mare Jonio sta recuperando e proteggendo i naufraghi. Chiediamo che il Governo italiano intervenga subito per fermare i comportamenti violenti, pericolosi e criminali della cosiddetta guardia costiera libica”.

“Spari contro i gommoni di salvataggio e frustate a migranti che si trovavano a bordo della motovedetta libica”: a raccontarlo è Denny Castiglione, capomissione di Mediterranea Saving Humans, in un video pubblicato su X.

“Ci eravamo recati su un target con motore in avaria - spiega - e mentre stavamo distribuendo i giubbotti di salvataggio è arrivata, con fare molto minaccioso e a velocità spedita, una motovedetta della cosiddetta guardia costiera libica.  Al suo arrivo moltissime persone, in forte agitazione, si sono lanciate in acqua. Altre di un precedente soccorso venivano frustate sulla prua della motovedetta e altre, dal terrore, o si lanciavano in acqua o venivano buttate giù dalla guardia costiera libica. Mentre stavamo soccorrendo le persone in acqua la motovedetta ha iniziato a sparare prima in aria e poi addosso ai nostri gommoni di salvataggio. Abbiamo soccorso 58 persone, non abbiamo ancora idea adesso se ci siano dispersi.  L'operazione è stata molto complessa e messa ancor di più a repentaglio da questo scellerato intervento della guardia costiera libica”.

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