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Una toga (foto archivio)

Una toga (foto archivio)

"Morto dopo spedizione punitiva", la difesa impugna l'ordinanza di custodia

Per la morte del sessantottenne Bennardo Chiapparo, il Gip Alessandra Vella ha disposto una misura cautelare in carcere e tre ai domiciliari

I difensori - gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica - hanno impugnato l'ordinanza firmata dal Gip Alessandra Vella che dispone una misura cautelare in carcere e tre ai domiciliari.

L'inchiesta è quella sulla morte di Bennardo Chiapparo, 68 anni, di Favara. Un decesso - avvenuto il 10 febbraio, a distanza di 9 giorni dalla presunta aggressione - che ha fatto notificare, ai carabinieri, i provvedimenti di custodia cautelare ad Antonino Pirrera, 40 anni, che è stato posto in carcere e a Michele Sorce, 34 anni; Carmelo Pullara, 27 anni, e Giovanni Ruggeri, di 42 anni che sono stati posti ai domiciliari.

"Non vi è la prova che l' emorragia cerebrale sia stata la conseguenza della caduta per terra". Questa la linea seguita dalla difesa degli indagati.

Secondo i carabinieri e la Procura - l'inchiesta è coordinata dal Pm Matteo Delpini - vi sarebbe stata una "spedizione punitiva" perché Chiapparo avrebbe "sgridato per futili motivi il figlio di Antonino Pirrera, in quanto poco prima avrebbe tirato dei calci ad una insegna pubblicitaria dell’autolavaggio del defunto. Sgridandolo, il bambino cadeva e si procurava delle abrasioni alle ginocchia".

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