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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Morte di Vincenzo Rigoli, i periti di parte civile: "Chance di sopravvivenza del 70 per cento"

Paolo Procaccianti e Nello Grassi dell'università di Palermo hanno smontato quanto sostenuto, nell'udienza di mercoledì scorso, dal medico legale Giuseppe Ragazzi che ha eseguito la consulenza per conto della Procura

I periti di parte civile - Paolo Procaccianti e Nello Grassi dell'università di Palermo - hanno smontato quanto sostenuto, nell'udienza di mercoledì scorso, dal medico legale Giuseppe Ragazzi che ha eseguito la consulenza per conto della Procura. Procaccianti, l'unica figura professionale che ha partecipato all'autopsia sulla salma di Vincenzo Rigoli - deceduto per choc emorragico nella notte fra il 16 e il 17 dicembre del 2012 - in base all'ampia documentazione fotografica proposta in visione ha illustrato - ieri, in udienza, - come "le lesioni riportate da Vincenzo, sia a livello addominale che toracico-polmonare, se tempestivamente ed opportunamente trattate avrebbero consentito, senza forma alcuna di dubbio, chance di sopravvivenza nell'ordine del 70 per cento". Procaccianti ha inoltre rilevato come "le descrizioni riportate nei registri operatori in merito agli interventi eseguiti sugli organi interni coinvolti, non hanno trovato alcun riscontro all'esame autoptico".  

Gli imputati, davanti al giudice monocratico Maria Alessandra Tedde, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, sono i medici Salvatore Napolitano e Sergio Sutera Sardo, i sanitari che ebbero in cura il giovane Vincenzo Rigoli deceduto all'interno della sala operatoria dell'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

I periti di parte civile hanno smontato le affermazioni del Ctu della Procura sia in merito alle effettive chance di sopravvivenza di Vincenzo, quanto alla presunta broncopatia che avrebbe contribuito, a detta del medico legale Ragazzi, ad inficiare l'intera prognosi. I periti di parte civile hanno puntualizzato che "si trattava semplicemente di una bronchite che, in alcun modo, avrebbe mai potuto inficiare qualsivoglia intervento fosse stato posto in essere, mai fatto. E' stata data lettura alla scheda di accesso al pronto soccorso di Vincenzo e ai valori di riferimento riportati anche nel registro operatorio in merito alle capacità di ossigenazione pari al 96 per cento di volume, assimilabili, cioè, alla piena normalità (valori di 97-98%) nella considerazione che un polmone, di fatto, risultava già in condizioni di collasso e non trattato in alcun modo per ben oltre due ore"

Prossima udienza fissata per il prossimo 8 gennaio. 
 

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