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Cronaca

Morte di Enzo Rigoli, il giudice mette a confronto tutti i consulenti

Troppe divergenze fra i periti di parte sulle cause del decesso del diciannovenne, il magistrato li ascolterà insieme

Per il consulente dei familiari del ragazzo "un corretto approccio terapeutico avrebbe consentito di salvare la vita con possibilità attorno al 70 per cento".

Per quello della difesa degli imputati "la situazione era disperata e sarebbe stato impossibile prevenire un esito infausto". Tesi simile per il consulente del pm, secondo cui "i medici furono negligenti ma la situazione era disperata e le possibilità di sopravvivenza minime".

Troppe divergenze fra le tesi di accusa, difesa e parte civile al processo per la morte del diciannovenne Enzo Rigoli, deceduto il 16 dicembre del 2012 per uno choc emorragico in seguito a un incidente stradale autonomo con la sua Citroen C3 in contrada Gasena. 

I consulenti di parte civile: "Possibilità di salvezza attorno al 70 per cento"

Il giudice Maria Alessandra Tedde, quindi, ha disposto un confronto fra consulenti che si terrà il 19 marzo. Gli imputati, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, sono l'ex primario del reparto di chirurgia Salvatore Napolitano e il medico dello stesso reparto Sergio Sutera Sardo. Al primo viene contestato di essere arrivato in sala operatoria due ore dopo essere stato chiamato (l'imputato, residente a Gela, ascoltato in aula, ha dato la colpa al maltempo) mentre Sutera Sardo, secondo l'accusa, avrebbe dovuto intervenire chirurgicamente per tamponare l'emorragia nell'attesa che venisse il primario.

Il consulente della Procura: "Medici negligenti ma situazione disperata"

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