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Giovedì, 19 Maggio 2022
Cronaca

La morte di Enzo Rigoli, i genitori in aula: "I medici litigavano e gridavano in sala operatoria"

Rivelazioni choc di Giuseppe Rigoli e Michela Frasca al processo a carico dei due medici

“Quando è arrivato il dottore Napolitano in sala operatoria abbiamo sentito delle grida dall’interno, i medici dell’equipe stavano litigando”.

Giuseppe Rigoli e Michela Frasca, i genitori di Vincenzo Rigoli, il diciannovenne deceduto dopo un incidente stradale la notte del 17 dicembre del 2012 in contrada Gasena, hanno ricostruito in aula i drammatici momenti che hanno segnato per sempre la loro vita. “Una mia alunna – ha ricordato il padre – quella sera mi chiamò dicendomi che aveva assistito a un incidente stradale e mio figlio era rimasto ferito. Andai sul posto, era un incidente autonomo".

Sulle prime non sembra neppure un incidente molto grave. Giuseppe Rigoli avvisa la madre del ragazzo che va subito in ospedale. “Lo trovai perfettamente lucido, - racconta - aveva la mascherina dell’ossigeno ma stava bene e voleva anche scendere dal lettino. Gli fecero un’ecografia e una radiografia. La tac era rotta, lo abbiamo sentito dire al personale anche se nessuno ce lo ha comunicato”.

La vicenda è approdata a processo – il dibattimento si sta celebrando davanti al giudice Maria Alessandra Tedde – dopo una lunga battaglia giudiziaria dei genitori che si sono opposti per due volte alla richiesta di archiviazione ottenendo l’imputazione coatta per l’ex primario di Chirurgia del San Giovanni di Dio, Salvatore Napolitano, e il medico dello stesso reparto Sergio Sutera Sardo, accusati di omicidio colposo perché non avrebbero tamponato l’emorragia interna provocata dallo scontro. I genitori hanno ricostruito quei momenti. “Tramite alcuni amici avevamo allertato un ospedale di Palermo e abbiamo chiesto al personale medico dell’ospedale se potevamo trasferirlo”. La madre rivela: “Un medico mi sorrise quando gli chiesi se era il caso di portarlo a Palermo e mi disse che per un semplice problema alla milza non era il caso e, comunque, non sarebbe stato possibile. A mezzanotte mi dissero che doveva arrivare il dottore Napolitano per operare”. Il medico sarebbe arrivato attorno alle 2 e dentro la sala operatoria, secondo la versione dei genitori del ragazzo, scoppiò una lite. “Abbiamo sentito delle grida”, hanno ricordato. Il tentativo di intervento dura circa un’ora. “Un infermiere – ha aggiunto Michela Frasca – ci disse che la situazione era grave. Poi dopo le 3 uscì il dottore Napolitano e ci disse che non ce l’aveva fatta e che l’emorragia polmonare era troppo estesa”.

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