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"Ventiquattrenne morta dopo caduta dallo scooter per una buca", ultime arringhe prima del verdetto

In primo grado, per il decesso di Chiara La Mendola, il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento Giuseppe Principato e il responsabile del servizio di viabilità Gaspare Triassi sono stati condannati a un anno

"L'incidente non fu provocato dalla buca e, in ogni caso, non era stata segnalata al Comune di Agrigento che non aveva le risorse finanziarie per eliminare tutti i dissesti della città". 

Con le arringhe degli avvocati Giuseppe Scozzari e Antonino Manto si avvia all'epilogo il processo di appello per la morte della ventiquattrenne Chiara La Mendola, avvenuta a causa di un incidente, il 30 dicembre del 2013 al viale Cavaleri Magazzeni. Il 19 aprile, dopo le eventuali repliche, sarà emessa la sentenza.

La tragedia che ha scosso la città sarebbe avvenuta – secondo quanto ha accertato il processo di primo grado – a causa di una buca presente sull'asfalto. Il giudice Giuseppe Miceli, il 12 luglio del 2018, ha condannato a un anno di reclusione per omicidio colposo il dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Agrigento Giuseppe Principato e il responsabile del servizio di viabilità Gaspare Triassi. La ragazza, in particolare, secondo quanto ha accertato il processo, avrebbe perso il controllo del suo scooter Scarabeo per colpa della buca finendo sotto le ruote di un’auto che proveniva dalla direzione opposta.

La povera Chiara è morta sul colpo, prima ancora che arrivassero i soccorsi.“Al di là della fin troppo dichiarata mancanza di fondi, il Comune di Agrigento disponeva comunque di quelli necessari, oltre che del personale, della struttura e dei mezzi, per compiere quanto meno i piccoli lavori di manutenzione ordinaria, quali la copertura di una buca sull’asfalto o quanto meno anche solo, appunto, per segnalare l’insidia agli utenti della strada”. Così ha scritto il giudice nelle motivazioni della sentenza di primo grado.

Verdetto di cui, il procuratore generale aveva chiesto la conferma. 

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