Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

La morte di Chiara La Mendola, il fratello Marco: "Giustizia grazie ai miei legali"

L'esclusione dal processo di appello viene definita "ingiusta ed errata". Secondo il familiare della ragazza, in ogni caso, la sentenza afferma "verità"

Chiara La Mendola

"La conclusione secondo giustizia e verità del processo a carico dei responsabili dell'incidente, dove ha perso la vita mia sorella Chiara, è frutto dell'enorme lavoro, persino nella notte di domenica 18 aprile 2021 dello studio legale Arnone e Principato". 

Lo ha dichiarato, con una lunga lettera aperta inviata agli organi di informazione, Marco La Mendola, fratello della ragazza morta in un incidente stradale il 30 dicembre del 2013 al Viale Cavaleri Magazzeni per il quale sono stati condannati, a un anno di reclusione, per l'accusa di omicidio colposo, il dirigente dell'Utc di Agrigento Giuseppe Principato e il funzionario Gaspare Triassi, ai quali si contestava di non avere provveduto a eliminare o segnalare la buca che provocò l'incidente.

La ragazza, in particolare, secondo quanto ha accertato il processo, avrebbe perso il controllo del suo scooter Scarabeo per colpa della buca finendo sotto le ruote di un’auto che proveniva dalla direzione opposta. La povera Chiara è morta sul colpo, prima ancora che arrivassero i soccorsi.

"L'opinione pubblica - dice il fratello della ragazza - deve sapere il capolavoro realizzato dai nostri difensori portando a testimoniare il dottor Giuseppe Valenti, la cui testimonianza è stata determinante, perché ha potuto descrivere i momenti nei quali la povera Chiara prima perdeva il controllo del motorino e quindi veniva sbalzata a terra. Gli avvocati Arnone e Principato non si sono tirati indietro neanche dopo l'ingiusta e sbagliata esclusione della nostra costituzione di parte civile".

Secondo Marco La Mendola "la sentenza di assoluzione di Giuseppe Valenti divenuta nel frattempo irrevocabile e prodotta ha confermato l'assoluta correttezza dell'operato del nostro consulente tecnico, l'ingegnere Angelo Infantino". Il consulente, ricorda La Mendola, ha eseguito una serie di rilievi prima del funerale della povera ragazza scompasa.

 I giudici della seconda sezione della Corte di appello di Palermo, presieduta da Fabio Marino, hanno confermato il verdetto emesso il 12 luglio del 2018 dal giudice monocratico di Agrigento Giuseppe Miceli. 

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