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Morto in ospedale per un'infezione: la richiesta di archiviazione per 28 medici e infermieri approda in aula

Pietro Bennica è deceduto a 54 anni dopo un lungo ricovero al San Giovanni di Dio: per altri cinque sanitari è stato chiesto il rinvio a giudizio

No all'archiviazione dell'inchiesta a carico di 28 fra medici e infermieri dell'ospedale San Giovanni di Dio, indagati per la morte di un 54enne avvenuta, dopo un lungo ricovero all'ospedale San Giovanni di Dio, il 5 giugno del 2020: l'opposizione alla richiesta della procura di chiudere il caso approda in aula davanti al gip ma un problema legato al mancato perfezionamento di una notifica fa slittare il procedimento all'11 luglio. 

Pietro Bennica morì dopo una degenza di diverse settimane in cui aveva fatto la spola fra i reparti di medicina interna e cardiologia. L'indagine è stata aperta dopo le denunce del fratello e la procura ha subito aperto un'inchiesta per verificare se ci sono state omissioni, negligenze e responsabilità dietro la morte del cinquantenne che si era presentato in ospedale con un'iniziale diagnosi di sospetto Covid.

Nel registro degli indagati, in un primo momento, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, sono stati iscritti 33 fra medici e infermieri di pronto soccorso, cardiologia e medicina interna dell'ospedale di Agrigento. 

Bennica, affetto da una cardiopatia, in sostanza sarebbe morto per un'infezione non diagnosticata e avrebbe avuto necessità di cure cardiologiche. Il fratello, attraverso il suo legale Gianluca Sprio, si oppone adesso alla chiusura del caso per i 28 indagati nei cui confronti il pm Giulia Sbocchia ha chiesto l'archiviazione. Per altri cinque medici, al contrario, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio e i due procedimenti sono stati separati.

A decidere sarà adesso il gip Stefano Zammuto dopo avere sentito in contraddittorio, il pm, il difensore del fratello di Bennica che si oppone alla richiesta di archiviazione e i legali degli indagati (fra gli altri gli avvocati Leonardo Marino, Salvatore Virgone, Alfonso Neri, Roberto Gambino, Giusi Katiuscia Amato, Giuseppe Scozzari, Raffaele Barra e Silvio Miceli).

Il giudice potrà accogliere la richiesta del pm e, quindi, decidere l'archiviazione; ordinare nuove indagini oppure disporre l'imputazione coatta e, di conseguenza, imporre al pm di chiedere il rinvio a giudizio.

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