Martedì, 23 Luglio 2024
Sanità

Morto a 54 anni per un'infezione non diagnosticata: il gip decide sull'archiviazione di 28 fra medici e infermieri

Pietro Bennica è deceduto dopo un lungo ricovero al San Giovanni di Dio: per altri cinque sanitari è stato chiesto il rinvio a giudizio. Il fratello si oppone alla chiusura del caso

Il fratello della presunta vittima si oppone alla richiesta della procura di chiudere il caso, i difensori dei 28 fra medici e infermieri indagati replicano ribadendo l'estraneità alle accuse da parte dei sanitari e il gip, dopo avere ascoltato tutti, questa mattina, emetterà una decisione nei prossimi giorni.

L'indagine, che ipotizza per tutti il reato di omicidio colposo, è quella per la morte di un 54enne avvenuta, dopo un lungo ricovero all'ospedale San Giovanni di Dio, il 5 giugno del 2020. 

Pietro Bennica morì dopo una degenza di diverse settimane in cui aveva fatto la spola fra i reparti di medicina interna e cardiologia. L'indagine è stata avviata dopo le denunce del fratello e la procura ha subito aperto un'inchiesta per verificare se ci sono state omissioni, negligenze e responsabilità dietro la morte del cinquantenne che si era presentato in ospedale con un'iniziale diagnosi di sospetto Covid.

Nel registro degli indagati, in un primo momento, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo, sono stati iscritti 33 fra medici e infermieri di pronto soccorso, cardiologia e medicina interna dell'ospedale di Agrigento. 

Bennica, affetto da una cardiopatia, in sostanza sarebbe morto per un'infezione non diagnosticata e avrebbe avuto necessità di cure cardiologiche. Il fratello, attraverso il suo legale Gianluca Sprio, si oppone adesso alla chiusura del caso per i 28 indagati nei cui confronti il pm Giulia Sbocchia ha chiesto l'archiviazione. Per altri cinque medici, al contrario, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio e i due procedimenti sono stati separati.

A decidere sarà adesso il gip Stefano Zammuto dopo avere sentito in contraddittorio, il pm, il difensore del fratello di Bennica che si oppone alla richiesta di archiviazione e i legali degli indagati (fra gli altri gli avvocati Leonardo Marino, Angelo Farruggia, Salvatore Virgone, Alfonso Neri, Roberto Gambino, Giusi Katiuscia Amato, Giuseppe Scozzari, Raffaele Barra e Silvio Miceli).

Il giudice potrà accogliere la richiesta del pm e, quindi, decidere l'archiviazione; ordinare nuove indagini oppure disporre l'imputazione coatta e, di conseguenza, imporre al pm di chiedere il rinvio a giudizio. 

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