"Morta perché la sofferenza cardiaca fu scambiata per asma", parte processo a medico

I familiari di Maria Concetta Taglialavore, deceduta a 57 anni nel 2014, si sono costituiti parte civile

Dopo il marito e la figlia, anche i fratelli di Maria Concetta Taglialavore, la donna di 57 morta l’8 maggio del 2014, secondo l’accusa per una sofferenza cardiaca non diagnosticata, si costituiscono parte civile.

Il processo è iniziato oggi davanti al giudice monocratico Alfonso Pinto e i familiari, difesi dall’avvocato Giuseppe Scozzari, sono entrati nel processo e otterranno il risarcimento dei danni in caso di condanna dell’imputato. Si tratta del medico del pronto soccorso del San Giovanni di Dio, Paolo Gulotta, 42 anni, che – secondo quanto ipotizzato dalla Procura – avrebbe scambiato una sofferenza cardiaca per una semplice asma. La paziente, invece, morì per un infarto del miocardio.

I familiari sostengono che la donna, nonostante fossero evidenti i sintomi di una sofferenza cardiaca, sarebbe stata curata per un disturbo asmatico con una terapia che avrebbe anche potuto aggravare i disturbi.

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