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Tribunale

Paziente morta per emorragia, non luogo a procedere per cinque medici

Il gup respinge la richiesta della procura di mandare a processo il primario di urologia, tre medici del reparto a una rianimatrice: la donna di 64 anni accusava forti dolori all'addome e al fianco

Non luogo a procedere perchè il fatto non sussiste: il giudice per l'udienza preliminare Giuseppe Miceli ha prosciolto cinque medici dall'accusa di omicido colposo avere provocato la morte di una donna di 64 anni, Marianna Bellia, di Palma di Montechiaro, deceduta in ospedale il 24 luglio di 4 anni fa all'ospedale di Agrigento. 

Si tratta degli urologi Gabriele Iacona, 42 anni, Salvatore Butticè, 36 anni, Angelo Pizzo, 47 anni e Michele Ruoppolo, 65 anni, quest'ultimo direttore del reparto e Valeria Vinci, 44 anni, rianimatrice. L'inchiesta, subito dopo il decesso, venne aperta dalla Procura su sollecitazione dei familiari.

Le verifiche, attraverso, soprattutto, una consulenza medico legale, hanno portato alla richiesta di rinvio a giudizio dei sanitari perchè “per colpa consistita in grave negligenza, nonché mancando di seguire le linee guida e le buone prassi settoriali individuate dalla comunità scientifica, omettevano di prestare idonea terapia alla paziente, determinandone la morte per shock settico ed emorragico”.

La donna, qualche ora prima del decesso, si presentò al San Giovanni di Dio in preda a forti dolori addominali, specie al fianco destro, conati di vomito e febbre alta. Il giudice tuttavia ha ritenuto che non vi fossero gli estremi per disporre un approfondimento dei fatti in dibattimento. 

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